La montagna del Ministero per lo Sviluppo Economico ha praticamente partorito il topolino sul futuro della delocalizzazione dello stabilimento di via dei Greci. Una riunione interlocutoria quella di ieri pomeriggio nella Capitale, ma nessuna decisione sui tempi, modi e luoghi per lo spostamento dello storico opificio salernitano. Un incontro che ha lasciato “sorpresi” i residenti e l’associazione “Salute e Vita”, non invitati all’incontro romano, che si attendevano risposte certe. Un’operatività “ad horas” sul processo di delocalizzazione, magari già decidendo dove spostare le Fonderie Pisano. Tutti scontenti, con il presidente Lorenzo Forte che annuncia nella giornata d’oggi delle novità sull’incontro di ieri pomeriggio a Roma. Una riunione che è servita ad illustrare il progetto, avveniristico, bello e funzionale ma al momento solo sulla carta, del nuovo stabilimento da costruirsi in un luogo che non è stato ancora individuato dalla filiera istituzionale salernitana. Conti alla mano, servono 43 milioni d’euro, in base ai preventivi già richiesti e sviluppati dalla proprietà. Non solo, con la proprietà che nel frattempo, per non perdere commesse importanti, è pronta a sottoporsi a quotidiani controlli adeguando decisamente l’impianto con programmi d’investimento che dovranno essere valutati anche dalla parte pubblica nell’ambito dei diversi strumenti di politica industriale che risultano operativi sul territorio nazionale e nelle aree del Mezzogiorno”. Peccato che, nel frattempo, il gip Stefano Berni Canani avesse già disposto la convalida del sequestro dello stabilimento di Fratte.
Redazione