Avellino

“Ci hanno fatto scendere alla fermata del Centro Orbita, a Torrette. Eravamo in trenta e siamo rimasti a piedi”. Antonella Natella, racconta a noi di Ottopagine un giorno di ordinaria follia, che i pendolari avellinesi sono costretti a vivere quotidianamente dopo il taglio delle corse da parte dell'Air. Dovuti alla diminuzione dei fondi destinati ai trasporti. 

“Erano le 7.20 – racconta Antonella – eravamo in sovrannumero fin dalla partenza, perché hanno soppresso la corsa precedente. Siamo stati costretti a viaggiare in piedi, appiccicati gli uni agli altri. Con questo caldo infernale. Poi, giunti all'altezza di Torrette, il conducente ha ricevuto la comunicazione di servizio. Doveva far scendere quelli che erano in sovrannumero. E così siamo stati scaricati fuori. Una situazione assurda. Ho chiamato l'Air per chiedere spiegazioni, mi hanno liquidato dicendo che era colpa della Regione. Io non so di chi sia la colpa, fatto sta che ho dovuto prendere l'automobile per arrivare a lavoro in orario. E ho pagato l'abbonamento regolarmente. A quanto pare non è sufficiente".

I disagi vissuti da Antonella, sono gli stessi che accomunano tanti pendolari che stanno facendo già fronte ai tagli dei trasporti che hanno colpito l'Irpinia. Una querelle che ha visto protagoniste l'azienda di trasporti dell'Air e la Regione. Uno scaricabarile di responsabilità seguito al sacrificio di oltre 450mila chilometri di corse tagliate nel secondo semestre del 2016. Dati emblematici di una situazione che potrebbe peggiorare con l'inizio del nuovo anno. Portandosi dietro una serie di disagi per le classi più colpite, come quelle degli studenti fuori sede e dei lavoratori pendolari.

A marzo la Regione ha tagliato oltre due milioni di euro destinati al trasporto pubblico in Irpinia. Senza che i rappresentanti politici della provincia, battessero ciglio. Ad oggi, eccetto qualche strumentalizzazione velleitaria, non c'è stata infatti, da parte della classe dirigente locale, una presa di posizione per chiedere lumi alla Regione e alla Provincia.

Ecco i primi risultati di un simile immobilismo: con studenti e lavoratori pendolari costretti a pagare prezzi più alti, ricevendo un servizio peggiore e a volte, come nel caso di Antonella, inesistente. Se questa poi è la situazione della tratta Avellino-Napoli, quella tutto sommato messa meglio per numero di corse, non osiamo immaginare il resto. Si prevedono presto altre veementi proteste.

Andrea Fantucchio