Salerno

L'esito della riunione al Mise di ieri pomeriggio non ha soddisfatto i residenti e gli attivisti del comitato "Salute e Vita". Dalla riunione di ieri sera, che si aggiornerà a settembre, non sembrano essere giunte delle novità sia per i residenti ma anche per gli stessi operai interessati dall'attività delle Fonderie Pisano. "Ci sembra che ieri sia andata in scena l’ennesima farsa a danno dei lavoratori e della stessa comunità di cittadini della Valle dell’Irno. - afferma il presidente Lorenzo Forte - La proprietà Pisano si è limitata a rispolverare un progetto vecchio di almeno dieci anni da quando gli era stato concesso un bonus regalo nel Puc del Comune di Salerno con la possibilità di costruire 300 appartamenti per favorire la delocalizzazione che a tutt’oggi non è non solo mai avvenuta ma neanche seriamente avviata. A dimostrazione di cio’ ieri non è stata presentata la località del sito industriale dove l’opificio dovrebbe essere delocalizzato, né tantomeno sono stati decisi tempi certi e stringenti per tale delocalizzazione.

Ci dispiace dover constatare che il comunicato a firma della proprietà Pisano vi siano le ennesime promesse da marinaio e il tentativo più o meno velato di ricattare per l’ennesima volta la politica e la stessa magistratura scaricando le responsabilità della perdita eventuale dei posti di lavoro su di essi, dimenticando e omettendo di fare mea culpa per i gravi reati ambientali e non solo perpetrati dal 2004 ad oggi.

La proprietà omette di raccontare la verità sui gravi ritardi della mancata delocalizzazione che doveva essere avviata nel 2006 da quando il Puc di Salerno definiva quell’area zona di trasformazione urbana residenziale e commerciale. Ci chiediamo quale credibilità abbia un imprenditore che pur sapendo di essere sotto controllo dagli organi preposti come l’Arpac e l’Asl abbia tranquillamente continuato a creare un “commutato pericolo per la salute e l’ambiente “ come certificato dai controlli effettuati successivi alla prima sospensione imposta dalla Regione, è evidente e certificato che dal novembre 2015 a giugno 2016 lo stabilimento ha continuato a creare danni gravi all’ambiente, ai cittadini oltre che agli stessi lavoratori non curandosi affatto dei controlli ma utilizzando l’arma della forza lavoro a proprio vantaggio e a discapito della comunità e delle stesse Istituzioni.

 

Redazione