Si è seduto dinanzi all'ingresso di Palazzo San Giacomo, a Napoli, e ha iniziato lo sciopero della fame. Giovanni Esposito è uno dei tanti lavoratori del Consorzio Unico di Bacino che da 46 mesi non percepiscono lo stipendio. Gente che si è indebitata fino all'osso per portare il pane alle proprie famiglie. Gente che si è arrampicata sui municipi per protesta. Gente che, esasperata, è arrivata persino a togliersi la vita. Succede un po' ovunque in questa Regione: a Napoli, Marigliano, Palma Campania, Giugliano, territori che sono diventati nel tempo scenario di possibili tragedie, con lavoratori disposti a tutto pur di vedersi riconosciuti i propri diritti. Intanto, le Istituzioni proseguono a rilento nell'attivazione dei percorsi finalizzati al loro reinserimento lavorativo. Un programma straordinario per l’incremento della raccolta differenziata e lo stanziamento di 45 milioni di euro, erano stati annunciati da parte della Regione Campania. Una parte di queste somme sarebbero state destinate al pagamento delle spettanze arretrate: si era chiuso così l’ultimo vertice sulla delicata questione legata ai Lavoratori del Consorzio Unico di Bacino. Per ora solo chiacchiere. Zero fatti. Seguiranno altri incontri. Il prossimo già nel pomeriggio di domani, alle ore 17, presso la Città Metropolitana.
Faro