Il sostituto procuratore Nicoletta Giammarino aveva chiesto l'archiviazione, ma la parte offesa si è opposta. E ciò spiega la camera di consiglio che si è tenuta questa mattina dinanzi al gip Gelsomina Palmieri, chiamato a decidere il destino dell'inchiesta avviata dopo la denuncia presentata il 5 marzo 2014 dagli avvocati Gaetano Pecorella, poi sostituito da Domenico Di Terlizzi, e Angelo Leone, difensori della parlamentare Nunzia De Girolamo, contro le registrazioni effettuate da Felice Pisapia (avvocati Vincenzo Regardi e Claudio Botti), ex direttore amministrativo dell'Asl, nell'abitazione paterna dell'allora deputata – estate 2012 – del Pdl. Registrazioni di colloqui tra De Girolamo, due suoi collaboratori e il management dell'Asl, centrati su una serie di vicende finite al centro del troncone politico dell'indagine condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia trbutaria della guardia di finanza del tenente colonnello Luca Lauro. Si tratta di un versante dell'attività investigativa che ora è al vaglio del giudice dell'udienza preliminare.
Attraverso i suoi legali, De Girolamo aveva definito illegittime e penalmente rilevanti quelle “captazioni” perchè in violazione della privacy (ma il Garante ha respinto alcuni mesi fa un ricorso). “Captazioni”, aveva aggiunto, frutto di un reato, quello di interferenze illecite nella vita privata, contestato a Pisapia nell'inchiesta approdata dinanzi alla dottoressa Palmieri. Delle stesse registrazioni, come è noto, era stata anche chiesta la distruzione o l'inutilizzabilità, ma ad aprile il gip Flavio Cusani le aveva dichiarate utilizzabili, ordinando nella stessa occasione anche alcune imputazioni coatte.
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