Benevento

La Squadra mobile lo aveva già ascoltato, ma la sua nuova escussione, stavolta anche dinanzi al sostituto procuratore Iolanda Gaudino, si è resa necessaria per acquisire alcune precisazioni e capire come mai avesse omesso di riferire, nell'occasione precedente, qualche circostanza. Ecco perchè un 29enne di Benevento ha salito questa mattina, intorno alle 11.30, le scale fino al secondo piano della Procura. Convocato come persona informata sui fatti nell'indagine sull'omicidio di Esther, la 36enne donna nigeriana, che tirava avanti facendo la prostituta, ritrovata senza vita lo scorso 14 giugno in un terreno a poca distanza dal parco archeologico di Cellarulo. Crivellata da sei colpi di pistola che l'avevano centrata, accerterà poi l'autopsia eseguita dalla dottoressa Irene Riezzo, di Foggia, prevalentemente al lato sinistro e posteriormente. Un delitto al centro di un'inchiesta diretta dal Procuratore reggente Giovanni Conzo e già scandita da altre deposizioni.

Al giovane gli investigatori sarebbero risaliti attraverso il telefonino della vittima - un Akai azzurro con due slot e una sola sim card – recuperato durante i lavori di pulizia che quattro operai avevano effettuato, sotto gli occhi della Scientifica, nell'area circostante il punto in cui giaceva il cadavere della malcapitata. Tra i numeri presenti in rubrica, quello del 29enne. Un cliente della prostituta, alla quale sembra si fosse accompagnato una volta o forse più, che la sera del 14 giugno aveva provato ripetutamente a contattare, inutilmente, Esther.

Quando era stato sentito la prima volta, l'uomo aveva spiegato di essere tornato a casa, per vedere gli Europei di calcio in tv, escludendo di essere transitato con la sua auto nella zona normalmente battuta dalla donna. Una circostanza, quest'ultima, che sarebbe risultata non veritiera, perchè la presenza della macchina da quelle parti sarebbe stata restituita dalle immagini di una telecamera. Di qui, come detto, la necessità di un ulteriore faccia a faccia, anche con il magistrato che coordina l'attività investigativa. Supportata dai rilievi della Scientifica, oltre che sul telefonino, sulla custodia dello stesso, gli indumenti e le scarpe rinvenuti nel corso del sopralluogo, quando erano stati repertati sei bossoli ed un proiettile inesploso, tutti calibro 9x21.

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