Siamo nel vivo della settimana più importante, almeno per quanto riguarda questa prima parte di stagione, della Sidigas 2014/2015. Il match contro Varese, in programma per domenica, al Del Mauro, farà pendere i giudizi da un lato o dall'altro. Dopo più di quattro mesi di lavoro, la Scandone si giocherà tutto in una partita. Dentro o fuori dalle Final Eight, dentro o fuori da un mini periodo negativo. Tornando a meno di dieci giorni fa, le sensazioni in casa Avellino erano completamente differenti. I biancoverdi venivano da una serie di tre successi consecutivi, con prestazioni in buona parte convincenti e viaggiano sulle ali dell'entusiasmo verso una qualificazione alla Coppa Italia che sembrava ormai cosa fatta. Se il Natale aveva portato in dono tanti sorrisi, il Capodanno non è stato invece così benevolo. A cavallo tra il 2014 e il 2015, la Sidigas ha prima incassato la bruciante sconfitta nel finale contro Brindisi e poi il ko contro Cremona di domenica, arrivato dopo una prestazione sottotono dei biancoverdi, apparsi slegati e senza un vero filo conduttore comune, anni luce lontani dalla squadra che aveva fatto sognare i tifosi fino al trentasettesimo minuto della gara contro l'Enel. In terra lombarda, in attacco ma soprattutto in difesa, la Scandone ha compiuto più di un passo indietro. Come se quel mosaico, costruito con pazienza ed attenzione, errori e tanto lavoro in palestra, stesse perdendo qualche pezzo. Sarà compito di coach Vitucci e del suo staff provare a ricomporre il tutto nel giro di pochi giorni, in modo da non fallire, a prescindere dal risultato tra Cantù e Roma, il ritorno al successo e alle Final Eight, che mancano ormai dalla stagione 2011/2012, quando sulla panchina biancoverde sedeva proprio coach Vitucci. Un risultato che sarebbe importante e porrebbe la definitiva linea di confine tra le ultime due stagioni difficili ed un presente che rimane interessante. Per farlo, la Scandone dovrà battere una Varese reduce da tre sconfitte di fila e da una serie di prestazioni non convincenti, culminate nel ko interno contro Pistoia di domenica. Coach Pozzecco aveva dichiarato di potersi fare da parte per il bene della squadra, ma già nella giornata di lunedì ha incassato la fiducia della società. Probabile che l'Openjobmetis, matematicamente fuori dalla Coppa, arrivi ad Avellino con la voglia di ripartire ai massimi livelli, viste le tante voci di taglio che circondano alcuni dei componenti del roster lombardo. La Scandone però non può più permettersi sbagli perché, come dichiarato da Vitucci nel pre Cremona, quelle Final Eight che all'inizio potevano essere un puntino lontano al quale non pensare troppo, ora sono diventate un "obiettivo imprenscindibile". Dopo il match di domenica sera si tireranno le prime somme. Probabile che, visto l'impiego ridotto all'osso e la mancanza di un apporto accettabile, la Sidigas debba comunque ricorrere ai ripari, approfittando della sosta per l'All Star Game del 17 gennaio, per mettere mano alla panchina e far compiere quel salto di qualità ad un roster che non è riuscito a maturare con le proprie forze. Prima, però, ci sarà da non fallire l'appuntamento con l'ottava vittoria stagionale e con la Coppa Italia, per non rovinare quanto di buono fatto nel girone d'andata che si avvia alla conclusione.
Sidigas, una settimana per cancellare le paure
Il match di domenica contro Varese darà il primo, insindacabile, giudizio sulla stagione irpina
Redazione Ottopagine