Per quattro anni le Fonderie Pisano avrebbero lavorato con un’autorizzazione “inefficace ed illegittima”. La famosa Aia, Autorizzazione Integrata Ambientale, secondo la Procura sarebbe stata rilasciata quando lo stabilimento di via dei Greci era già sottoposto a sequestro nel 2012 e sotto disposizione dell’allora pubblico ministero Carmine Olivieri. Una documentazione che, oggi, a quattro anni di distanza, la Procura ritiene illegittima, motivando la propria accusa che quel rilascio fosse stato indotto dalla presentazione di una falsa documentazione d’attestazione. Nel mirino della Procura Antonio Setaro, che risulta nel registro degli indagati del primo provvedimento emesso dalla Procura di Salerno, dirigente del settore Ecologia e tutela dell’ambiente della Regione Campania, che insieme a Luca Fossati avrebbe permesso il rilascio della famosa Aia. Tra l’altro, in quel periodo fu certificato che nell’area di 500 metri non vi fossero aree protette o vincolate, arrivando a nascondere anche il Parco dell’Irno, d’interesse regionale dal 2008.
Redazione