Una favola col lieto fine, come si spera possa accadere sempre quando si parla di storie del genere. Il protagonista della vicenda è Sanna Conteh, talentuoso attaccante che ha cominciato a muovere i primi passi nel calcio dilettantistico sannita. Un giocatore tutto velocità e colpi di classe che si è imposto subito all'attenzione per queste doti sportive. Sì, perchè per quelle umane, non c'è stato bisogno di scendere in campo, sono subito balzate all'occhio. Un sorriso sempre presente sul suo volto, la voglia di fare amicizia con i compagni di squadra. Questa si è subito vista sin dal primo provino con la Forza e Coraggio, squadra che ne ha subito testato le doti sotto tutti i punti di vista. Da questa esperienza è cominciata la sua parabola che ha avuto il suo punto cruciale nell'esperienza a Vitulano, squadra nella quale è stato portato da Rivellini. I “buuu” di chiara matrice razzista subiti nella sfida contro la Virtus Goti dai tifosi avversari, qualcuno isolato, non dalla parte della maggioranza, questo va detto, hanno rappresentato il pungolo giusto per farlo crescere. La sua reazione è stata invidiabile, non ha perso la calma, anzi, ha cercato di calmare chi stava avendo questo atteggiamento deprecabile. In quella circostanza si è vista la maturità di un ragazzo che, con tutta probabilità, ne ha viste e vissute più di quanto possa dire la sua giovane età. Avrebbe potuto perdere la testa, fare qualsiasi altra cosa, ha continuato a giocare. Segnale di chi non ha dato peso all'episodio comprendendo bene che contro l'ignoranza c'è solo una cosa da fare, tapparsi le orecchie e continuare a fare ciò che si fa meglio. Nel caso di Conteh è giocare al calcio. E quindi sotto col lavoro, sotto con i sorrisi, anche in misura maggiore e le soddisfazioni non sono mancate certo. La chiamata dell'Audax Cervinara, la vittoria del campionato, il salto in Eccellenza, tutte tappe importanti di una crescita costante che ha avuto il suo culmine in una gara particolare. Un colpo di fortuna, ma in fondo la “dea bendata” alla fine sa dove andare a poggiare le sue labbra. Un'amichevole, quella che ha aperto le porte del calcio che conta. La sfida era quella di fine stagione tra l'Audax Cervinara e l'Avellino, partita che si è giocata a San Martino Valle Caudina. Anche in quel caso mirabilie, intelligenza tattica e genio, o meglio pazzia, calcistico. Tanto è bastato per non farlo passare inosservato, tanto è bastato al presidente Taccone per accorgersi del talento di Conteh regalandogli la possibilità di assaporare il calcio che conta, prendere parte al ritiro dell'Avellino. Un doppio salto in avanti, una nuova esperienza da vivere per cercare di dimostrare di valere qualcosa, di avercela fatta dopo il difficile calcio di provincia, quello che non ti regala nulla. Il bacio della “dea bendata” è arrivato e va accolto come solo Sanna sa fare: con il sorriso sulle labbra.
Redazione