Pasquale Scotti, l'ex braccio destro di Raffaele Cutolo, ha deciso di collaborare con la giustizia. «Sono pronto a rispondere alle vostre domande” ha detto agli inquirenti napoletani. La svolta è arrivata dopo mesi di studio dopo l’estradizione dal Brasile. Una decisione che sembra tutt'altro che estemporanea, dal momento che gli incontri tra Scotti e i pm napoletani si sono succeduti in modo assiduo negli ultimi tempi. Pasqualino o collier ha abbassato la guardia e sta riempiendo pagine di verbali destinate ad aprire filoni investigativi nuovi.
Chiara la strategia della Procura di Giovanni Colangelo, che sta lavorando su un doppio binario investigativo: passato e presente, dalle trame oscure della prima repubblica - quella di Cutolo e della trattativa stato-camorra dietro la gestione del sequestro dell'ex assessore Cirillo - alle vicende più recenti, con riferimenti specifici alla latitanza di Scotti in Brasile e ai possibili contatti tra una rete di imprenditori nel Napoletano e l'ex braccio destro di Cutolo. 58 anni, Pasqualino o collier, ha vissuto per 31 anni in Brasile, sotto il nome di Francisco De Castro Visconti, indossando la veste di tranquillo imprenditore impegnato in attività di ristorazione. Una vita tranquilla con un passato da protagonista della peggiore saga criminale della storia repubblicana, quella che ha visto contrapposti la Nco di Cutolo e i clan consociati nella cosiddetta Nuova famiglia. È stato un blitz dello sco e della mobile di Napoli a consentire la cattura di un soggetto che sembrava imprendibile, al punto tale che per alcuni veniva addirittura dato per defunto.
Poi, mesi dopo le manette, è arrivato il viaggio in Italia, dove Scotti è stato accolto da forze di polizia e inquirenti antimafia, che gli hanno consegnato le sentenze definitive all'ergastolo per alcuni omicidi consumati in nome e per conto di Cutolo. Pare che la sua scelta di collaborare con la giustizia sia stata meditata a lungo, al punto tale da spingere l'ex killer della Nco ad organizzare una sorta di promemoria buono per riorganizzare le trame di una vita vissuta due volte: quella del killer e dell'uomo della possibile trattativa e quella dell'onesto cittadino trapiantato in zona Recife, soggetto ligio a versare i contributi allo Stato, da sempre schivo, mai protagonista di un fatto di cronaca.