Camicia di jeans e pantaloncino corto, ma non quello biancoverde con cui ha percorso chilometri su chilometri. Mariano Arini si è presentato così, a sorpresa, al Green Park Hotel di Mercogliano un giorno dopo la cessione ufficiale alla Spal. L'ex centrocampista dell'Avellino è tornato in città per recuperare alcuni effetti personali prima di catapultarsi nella struttura alberghiera per salutare i suoi vecchi compagni di squadra, che lo hanno abbracciato affettuosamente, soffermandosi anche per qualche minuto con Domenico Toscano al quale ha spiegato che il trasferimento si è materializzato in maniera molto rapida. Poi microfoni e taccuini, per congedarsi da una piazza che lo ha apprezzato come calciatore ed uomo: “Non basta un giorno, ma nemmeno una vita per cancellare i momenti trascorsi qui - ha esordito, visibilmente commosso - Quattro anni non sono pochi, mi faceva piacere salutare tutti. La mia scelta? E' accaduto tutto in fretta, la Spal mi voleva fortemente, ha un progetto serio ed è una società solida. Ringrazio l’Avellino che ha facilitato tutto ciò nonostante avessi altri due anni di contratto”. Tornerà al Partenio-Lombardi da avversario, Arini. E non sarà una partita come le altre: “Sarà emozionante. E’ stato il mio terreno di battaglia riabbraccerò tutti". Gioia e rimpianti. “La traversa di Castaldo a Bologna ha cambiato la storia di ognuno di noi, è un grande rimpianto, ma uscimmo dal campo tra gli applausi del pubblico. Me li porto ancora dentro. L'Avellino che sta nascendo? Una squadra giovane, che dirà la sua valorizzando tanti calciatori. Chi ho salutato con più emozione? Lo stesso Castaldo. Con lui l’abbraccio più sentito, ci scambieremo la maglia, ce lo siamo promessi".
Marco Festa