Napoli

E' una Italia a due velocità, anche per quanto riguarda il carico fiscale, quella che viene fotografata dalla Cgia di Mestre. Un cittadino della Lombardia versa all'Erario e ai vari livelli di governo locali mediamente 11.284 euro. All'incirca la metà è quanto invece versano i cittadini del meridione. I campani con 5.854 euro pro capite chiudono la classifica insieme con i siciliani (5.556 euro pro capite) ed i calabresi (5.183 euro pro capite). La media nazionale si  attesta a 8.572 euro per abitante. Al Centro, invece, lo sforzo fiscale pro capite si attesta a 9.485 euro.

Sul divario tra Nord e Sud gravano una serie di fattori. Su 60,8 milioni di abitanti presenti in Italia, il 45,7 per cento risiede al Nord e solo il 34,4 per cento al Sud; a fronte di 24,3 milioni di occupati nel Paese, il 51 per cento lavora nel settentrione e il 27,3 per cento nel meridione; con una ricchezza annua pari a 1.612 miliardi (Pil nazionale), il 55,2 per cento è prodotta al Nord e il 22,8 per cento al Sud; la spesa complessiva annua sostenuta dalle famiglie italiane ammonta a 994 miliardi: di questi, il 52,8 per cento è riconducibile al settentrione e il 26,4 per cento al meridione.

Un altro aspetto che viene fuori dalla elaborazione dell'Ufficio studi della CGIA è la distribuzione del gettito tra i vari livelli di governo. Ebbene, su un totale nazionale di 8.572 euro pro capite di entrate tributarie registrate nel 2014 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati a livello territoriale), ben 6.989 euro finiscono nelle casse dello Stato (pari all'81,5 per cento del totale); 903 euro pro capite sono destinati  alle Regioni (pari al 10,5 per cento del totale) e “solo” 680 euro pro capite (pari al 7,9 per cento del totale) confluiscono nelle casse degli Enti locali (Comuni, Province e Comunità montane).

Ancora una volta la parte del leone la fa lo Stato centrale che preleva, grazie soprattutto al gettito dell'Irpef, dell'Ires e dell'Iva, l'81,5 per cento del totale delle tasse che i cittadini versano ogni anno. E proprio in termini di imponibile Irpef, infine, il valore assoluto nazionale è apri a 777,5 miliardi di euro, di cui il 54,5 per cento ad appannaggio del Nord e il 24,3 per cento di pertinenza del Sud .

Per l'anno in corso la pressione fiscale è destinata ad attestarsi al 42,8 per cento (al 42,2 per cento  se si considera anche quanto vale il mancato gettito legato al bonus degli 80 euro erogato ai lavoratori dipendenti con retribuzioni medio basse): 0,7 punti in meno rispetto al dato riferito al 2015. Una riduzione ascrivibile ad un leggero rafforzamento della ripresa economica in atto, all'abolizione della Tasi sulle abitazioni principali, all'eliminazione dell'Imu sugli imbullonati, al riconoscimento  alle imprese di un extra costo del 40 per cento sugli investimenti effettuati quest'anno e all'eliminazione dell'Irap sulle aziende agricole. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest'anno il Governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per “sterilizzare” la clausola di salvaguardia introdotta con  la legge di Stabilità 2015, altrimenti dal 2017 subiremo un forte aumento dell'Iva.

G.A.