Avevo sei anni quando mio padre mi portò al mitico Meomartini per assistere alle partite del glorioso San Vito, da allora, non aspettavo altro che arrivasse presto la domenica per poter assistere alla partita. Mi ricordo ancora che dagli altoparlanti risuonava la famosa canzone di Paul Anka, Diana e di Pat Boone - Speedy Gonzalez. Non so perché mi trasmetteva una certa euforia. Iniziata la partita era come trovarsi in un ciclone di tifo, con il guardalinee a meno di un metro da noi diviso solo da una reta che oggi si utilizza per i pollai. Tutto questo sino a che, diventato maggiorenne, ho cominciato a gestirmi tutte le domeniche in cui si giocava in casa, ma sempre in compagnia di mio padre Salvatore grandissimo tifoso. Vi racconto un piccolo aneddoto: "Mio padre era talmente tifoso del San Vito che addirittura invitò a casa mia l'intera squadra a mangiare prosciutto crudo, il tutto annaffiato da un ottimo vino del Sannio". Sono stato anche mascotte del San Vito i cui colori sociali di allora erano il rosso e nero a strisce verticali. All'età di 19 anni mi sono ritrovato ad arruolarmi come allievo Sottufficiale nell'esercito e con immenso dolore ho dovuto lasciare Benevento e trasferito al nord dallo Stato. Da allora ho potuto assistere a poche gare del mio amato Benevento, un po' per mancanza di tempo, ma anche per mancanza di mezzi. MI sono ritrovato a Novara nel 1972, con la squadra Piemontese che disputava la serie B, ma vi posso garantire che ho visto pochissime partite tra cui Novara-Pescara, Novara-Benevento e qualche partita di serie A, perché attaccato alla radio a seguire i risultati del Benevento. Ho sofferto tantissimo nella stagione 1975-76, superati dal Lecce nelle ultime partite dopo che la società mandò il Benevento a giocare il torneo Anglo-Italiano che ci tagliò le gambe per le ultime partite di un campionato che stavamo dominando, una stupidaggine che non ho mai dimenticato, perché davo per certa la nostra promozione. Giravo per Novara con la mia 850 Coupè bianca, con attaccato al lunotto posteriore una foto della squadra e la scritta "B come Benevento". Altre pene per le vicende societarie con il fallimento, la finale persa con il Potenza, le delusioni Gallipoli e Crotone, sino ai giorni nostri con l'agognata promozione in serie B. Ero presente il 30 aprile 2016 e per me è stata una gioia immensa, ho pianto e non lo nascondo, ma mi è balenato nella mente il ricordo di mio padre, di Zio Orlando (Ascione) con cui ho lavorato per circa 2 anni e padre di mio cognato Eugenio figlio di Zio Orlando, che non hanno potuto gioire di questa storica promozione, ma di sicuro l'hanno potuta seguire da lassù.
Vincenzo Chiusolo
Vincenzo Chiusolo è la “mascotte” in una mitica foto della SAN VITO, accanto ad Allegretti, ultimo a destra accosciato