Il day after di Virtus Lanciano - Avellino è scivolato via così: a smaltire il sapore amaro di una sconfitta che ha negato la possibilità di balzare momentaneamente al secondo posto, prima di ritrovarsi a metà fra il rimpianto, perché quel secondo posto, in virtù del pari a reti inviolate tra Bologna e Modena non sarebbe stato soltanto temporaneo, e la consapevolezza che il ko del “Biondi” non ha poi cambiato molto. La zona promozione diretta è ancora lì, a portata di mano. E dista soli tre punti. Con ben undici giornate ancora da giocare, ed una classifica che resta corta, la verità è che è ancora troppo presto perché un risultato cambi le sorti di una stagione che continua a svilupparsi, giornata dopo giornata, sul filo dell’equilibrio. Davvero meglio, allora, pensare ad una partita per volta. Sì, osservare con motivato interesse, come è giusto che sia, Vicenza-Catania, in programma stasera, alle 20:30, per tirare un definitivo bilancio sulla giornata trentuno del campionato di Serie B; scoprire se il terzo posto dei lupi resterà tale, sarà da dividere in condominio coi veneti, o sarà nuovamente ceduto agli stessi, ma, prima di tutto, concentrarsi sulla ripresa degli allenamenti, in programma oggi, alle 15, al “Partenio-Lombardi” (porte chiuse, ndr).
La marcia di avvicinamento alla sfida con il Perugia, in programma sabato, alle 15, tra le mura amiche, è già la stretta attualità. Non c’è sosta ed è già tempo di voltare pagina. È opportuno, però, soffermarsi sulle dichiarazioni rese da Rastelli nel postpartita, che possono essere utili per ribadire una verità assoluta. Evidenziata attraverso l’onestà intellettuale di chi è consapevole della forza, ma innanzitutto dei limiti del suo gruppo. Parole sincere; da tenere bene a mente, ricordando che, a prescindere dal ko in Abruzzo e da una prestazione non esaltante, l’annata dei lupi è già di per sé da incorniciare; da non interpretare affatto come una voglia di giustificarsi o di mettere le “mani avanti”, ma piuttosto come un invito a non dimenticare, che questo lupo, la squadra, merita sostegno perché si è superata e sta provando a continuare a farlo.
E non si tirerà indietro, fino alla fine, per giocarsi tutte le sue chance di promozione; proverà ad arrivare fino in fondo. Rastelli lo ha spiegato con serenità, così: «Una squadra che è costruita per vincere il campionato ha la struttura, la personalità e la qualità. Arriva il momento di giocare queste partite, come quella di oggi (sabato, ndr), a Lanciano, in cui devi dare quel qualcosa in più e non riusciamo a reggere questo tipo di pressioni, inconscie, che i ragazzi sentono tanto».
La ripresa sarà l’occasione per capire cosa non ha funzionato. La senazione è che l’Avellino, a Lanciano, abbia provato a compiere un ulteriore passo in avanti, optando per il 4-3-1-2 dall’inizio, sia perché?aveva dato ottimi risultati, non più tardi di sabato prima, contro il Bari, ma anche per la voglia di provare a fare la partita; di andare a vincerla. Ma i tempi, forse, non sono maturi. Gli stop forniscono, in ogni caso, indicazioni così come le vittorire. Ciò che conta è restare sul pezzo, senza fare drammi. E, ancora una volta, nelle parole di Rastelli c’è il punto da cui ripartire; il motivo per cui non eccedere nella pur giusta critica, che deve sempre essere confinata nei limiti della costruttività, e focalizzare le proprie attenzioni su quella che è, come sempre, l’unica partita che conta.
Ovvero, la prossima:?«I ragazzi stanno lavorando da mesi. Siamo lassù con merito e vogliamo giocarcela, ma qualche passaggio a vuoto fa parte del percorso. Quando danno tutto per me va bene». Se è vero che non si smette mai di imparare, sabato l’Avellino ha avuto modo di conoscersi ancora di più. Si è ritagliato, con il lavoro quotidiano, un posto tra le grandi. Essere lì non è roba di poco. Vietato appagarsi, ma guai a ritenere questa squadra obbligata al trionfo finale. L’equilibrio è il segreto per ripartire, anche questa volta. Un passo per volta. Accedere ai play off è la vera priorità. E l’Avellino è lì, nonostante un sabato no.
Marco Festa