Benevento

La prima amichevole della stagione non è fatta per regalare certezze. Come si fa a dare giudizi su un giocatore che ha ripreso ad allenarsi da una sola settimana. Il Benevento per altro ha scelto di confrontarsi non con una squadra di dilettanti, quelle a cui rifilare una decina di gol senza neanche sforzarsi tanto. Baroni ha voluto un avversario tosto, avrebbe persino preferito che fosse di uguale categoria. Il Messina di Bertotto è stato avversario vero: non bastasse il fatto che milita in Lega Pro, ha anche una settimana di preparazione in più nelle gambe. Insomma, indicazioni da prendere con le molle, anche se tanto si è riuscito a vedere anche in questa prima uscita stagionale. “Siamo un cantiere aperto”, ha detto Baroni. Come sottolineare che tutto quello che si è visto in questa prima partita potrà contare si e no al 50 per cento, perché tra partenze e nuovi arrivi il Benevento dovrebbe essere destinato a cambiare ancora volto. I nostalgici si mettano l’animo in pace, quasi nulla sarà come prima. Il nuovo Benevento non sarà l’emanazione di quello vecchio, dopo Mattera e Mucciante altri protagonisti della promozione andranno via. Baroni lo ha fatto intendere senza neanche troppi giri di parole, per lui il campionato di serie B è troppo diverso da quello di Lega Pro, anche per una squadra che ha a lungo dominato. Si presume, insomma, che il mercato avrà un’altra fase intensa appena sarà possibile mettere in atto una serie di operazioni, prima in uscita, poi in entrata.

MODULI  Ne ha cambiati tre nel corso della gara il tecnico fiorentino. La prima formazione, imbottita di giocatori della scorsa stagione (di nuovi c’erano solo Agyei e Va Ransbeeck) si è schierata con un 4-2-3-1, modificandolo appena all’entrata di Mazzeo (quando è uscito Campagnacci) in un 4-4-2 con il salernitano in linea con Marotta. Bisogna dire che la squadra dello scorso anno si è avvalsa molto degli schemi vecchi mandati a memoria. D’altro canto con i due esterni Melara e Campagnacci la linea a quattro centrale si è riformata più volte, così come Lopez ha più volte percorso la sua corsia di competenza. Proprio da una combinazione sulla sinistra Campagnacci-Lopez, con cross al bacio per Ciciretti, è nata l’azione più bella dei primi 40’. Il biondo della Magliana ha mancato di testa di un soffio un gol che sarebbe stato splendido. Il gol vero, il primo di questa stagione di serie B, lo ha segnato capitan Lucioni. Quasi un segno del destino, un fil rouge che ha collegato la splendida stagione scorsa con quella che andrà ad aprirsi. Inutile dire che il difensore ternano è stato un punto di riferimento essenziale nel primo e nel secondo tempo. Bene Melara, Campagnacci e Ciciretti, interessanti i due centrali di centrocampo Agyei e Van Rasbeeck, aggressivi e propositivi. Ottimo Lopez, con qualche sbavatura in fase difensiva, quando ha dato l’impressione di voler evitare qualche entrata in un’amichevole il cui risultato lascia il tempo che trova.

SECONDO TEMPO Dentro tutti i nuovi acquisti, mutando ancora il modulo di gioco: 4-3-1-2. L’unica certezza rimane la difesa a quattro. Centrali Lucioni e Camporese, Gyamfi a destra, Venuti, un po’ in imbarazzo a sinistra. Al centro una sorta di rombo: vertice basso De Falco, a destra Chibsah, a sinistra Angiulli, vertice alto Falco. Davanti Ceravolo e Puscas. Come era ovvio che fosse, nonostante la regia pulita di De Falco, è mancata l’intesa, con qualche giocatore ancora appesantito dai carichi di lavoro e poco mobile come Chibsah e Ceravolo. Questione di stazza fisica, di una preparazione appena cominciata che intossica i muscoli e non consente movimenti rapidi. Il trio delle meraviglie (Ceravolo, Falco, Puscas) una sola volta ha trovato la pietra filosofale, con un azione tutta di prima innescata da Falco, rifinita da Ceravolo e conclusa da Puscas con un tiro che il portiere del Messina Dini ha miracolosamente intercettato con la schiena prima che gli passasse sotto.

SINTESI  Non vuole perdere tempo Baroni, il lavoro di sintesi va fatto in fretta, perché la stagione si avvicina a grandi passi. Già la prossima amichevole tra una settimana sarà diversa.

Franco Santo