Benevento

Diciassette punti su ventuno, cinque vittorie e due pareggi, undici gol fatti e cinque subiti. Possiamo leggere i numeri come vogliamo, ma la sostanza non cambia. La strega si è bevuta i primi sette derby stagionali come fossero succhi di frutta. Non che sia stato semplice battere Casertana, Juve Stabia, Ischia, Savoia e Aversa, anzi. Ma alzi la mano chi ad inizio campionato si sarebbe aspettato un bilancio simile. I nostri computer non ci danno l'opportunità di godere della visuale perfetta, ma immaginiamo non siate in tanti.


Scherzi ed ironia a parte, ciò che il Benevento ha compiuto nel girone di andata merita una doppia sottolineatura. In campo regionale nessuno ha fatto come i giallorossi. La Salernitana si è fermata a 16 punti (cinque vittorie, un pareggio e una sconfitta), seguita dalla Juve Stabia a 15 (cinque vittorie e due sconfitte) e dalla Casertana a 13 (quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte). Sono loro le campane più blasonate, ma è bene puntualizzare che sulle varie Ischia, Paganese, Savoia e Aversa, specie in trasferta, non è mai semplice imporsi.

 

I diciassette punti del Benevento sono a dir poco significativi nel contesto regionale ma finiscono per fare la differenza anche oltre i confini campani, visto che il campionato in questo momento vede al comando un quartetto di club che parla più o meno lo stesso dialetto. Seppur con inflessioni diverse.

Francesco Carluccio