Si aggiungono nuovi dettagli sulla vicenda che vede il figlio del governatore Vincenzo De Luca, Piero, protagonista del rinvio a giudizio, richiesta presentata dai sostituti procuratori Vincenzo Senatore e Francesco Rotondo, a carico di otto indagati per il crac Ifil. Nelle informative dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria e da stralci di interrogatori resi da Giuseppe Amato jr e Simone Labonia si fa cenno all’ipotesi della procura che Piero De Luca sia un "socio occulto" dell’immobiliare fallita, legato a Mario Del Mese ed entrambi parte del business che speravano potesse nascere dalla costruzione di nuove residenze che dovevano sorgere al posto del vecchio pastificio, a Mercatello. I pm contestano a Piero De Luca di aver ricevuto tra il 2009 e il 2011 da parte della Ifil il pagamento di circa 13.000 euro di viaggi in Lussemburgo, dove De Luca jr lavorava, alla Corte europea di giustizia. Ad Aprile Piero De Luca è stato sentito in Procura ed ha respinto le accuse.
Si aggiungono quindi ulteriori dettagli su quella che dovrebbe essere la vera natura della Ifil, società nata proprio per redigere fatture che interessano attività sottodimensionate o che non sono state mai realizzate. Queste le ipotesi degli investigatori che vanno avanti nelle indagini.
La Ifil compare anche in altre indagini che vedono protagonista invece la variante da otto milioni di euro per Piazza della Libertà ed i rapporti della società con il comune di Salerno.
Redazione Salerno