Salerno

L'associazione dei medici per l'ambiente l'Isde, ha lanciato l'allarme sulla situazione a valle delle fonderie pisano, l'ha fatto questa mattina nella sede dell'ordine dei medici, presentando una relazione tecnica ambientale sul territorio interessato, rendendo pubblici i risultati dello studio effettuato quando lo stabilimento era ancora in funzione, che ha rilevato nel letto del fiume Irno, la presenza di metalli pesanti. “C'è un problema nella Valle dell'Irno che si è sviluppato negli ultimi anni – lo precisa Franco Ortolani, docente universitario e geologo – un impianto che rilascia nell'atmosfera e nel corso d'acqua elementi inquinanti, in un'area urbanizzata con i residui che finiscono poi a mare, rivela una incompatibilità ambientale, c'è poi da tener presente che molto probabilmente non sarà l'unico contributo che deriva dalle presenza delle fonderie. Stessa preoccupazione da parte di Gaetano Riviezzo, presidente regionale di Medici per L'ambiente: “Abbiamo analizzato i valori prima e dopo la fonderia, a monte e a valle, riscontrando a valle un problema di cadmio elevato, di cromo esavalente elevato– precisa Riviezzo – questi valori sono altissimi e questi metalli sono cancerogeni, elemento che può dare gravi danni alla salute. Il tumore è solo la punta dell'iceberg, noi medici siamo preoccupati per le patologie endocrini, le tiroiditi, metaboliche il diabete, ma anche croniche di infertilità”.

I risultati della ricerca, le analisi dei licheni e dei muschi che si trovano nel fiume Irno, nell'area industriale di Fratte, sono stati trasferiti anche alla procura della repubblica. Intanto oggi durante un incontro organizzato dal comitato “Salute e Vita”, il presidente Lorenzo Forte ha comunicato le nuove iniziative da mettere in campo: “abbiamo fatto richiesta alla regione Campania di annullare in autotutela l'Aia del 2012, dopo le gravi inadempienze e i reati che la procura ipotizza nel sequestro della fabbrica, l'Aia non poteva essere concessa, inoltre abbiamo chiesto sempre alla regione Campania – precisa Forte – di partecipare a qualsiasi procedimento di nuova conferenza di servizi e infine che la regione e il comune facciano il loro dovere e avviino le procedure di delocalizzazione, facciamo poi appello perchè si convochi ad horas il tavolo tecnico regionale per discutere in questa sede della situazione".  

Sara Botte