Avellino

Amato, isolato dal cantiere infinito e il dramma Bonatti consumato sulle spalle di chi lavora al confine di una città isolato da tutto il resto, per i lavori di messa in sicurezza della tangenziale interna. Tre chilometri di strada da riqualificare e il racconto del gestore del distributore di carburante e metano che annuncia: “se non avrò certezze sul completamento dei lavori sono pronto ad andare via”. Disperazione e rabbia nelle parole di Amato che racconta come in soli sette mesi abbia visto crollare gli incassi quasi del cinquanta per cento. «Ho chiesto almeno di avere certezze sul completamento dei lavori - spiega Amato -, ma solo dopo mesi sono riuscito a sapere che la Bonatti rischia di riaprire solo a gennaio del 2017. Eppure le promesse erano altre, si parlava di una strada più sicura e nuovamente percorribile entro luglio. Lentezze inaccettabili. Ogni giorno mi verifico di persona sul cantiere per controllare come procedono i lavori e la scoperta è sempre più amara. Vedo pochi uommini e pochi mezzi impegnati. Come pensano di procedere spediti in queste condizioni?».

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Simonetta Ieppariello