Benevento

 

di Luciano Trapanese

Passione sportiva e impresa, unite a doppio filo per collaborare allo sviluppo del territorio. Un'opportunità legata agli scenari che apre un campionato di grande visibilità come quello della serie B, e alla scelta di utilizzare la vetrina nazionale come un vascello in grado di esportare le eccellenze di un territorio, il Sannio, che ha sempre avuto proprio nelle difficoltà di farsi conoscere uno dei suoi maggiori freni alla crescita.

«Saremo la freccia rossa del Sannio», sintetizza con efficacia il presidente del Benevento, Oreste Vigorito. Uno degli artefici dell'accordo stipulato dalla società sportiva con l'unione degli industriali sanniti e che sarà presentato nei dettagli lunedì prossimo.

«La lega Nazionale di B rappresenta per questo territorio una importante occasione. E' una finestra che si apre sull'Italia e che può consentire alle tante eccellenze di questo territorio una ribalta di considerevole rilevanza».

Come può concretizzarsi questo rapporto tra calcio e impresa?

«Il modo più immediato, più semplice e diretto è quello delle sponsorizzazioni, dei loghi commerciali da inserire all'interno dello stadio laddove saranno effettuate le interviste televisive. Che è poi il veicolo più conosciuto di promozione. E – in questo caso – unisce anche un sostegno concreto ad una società e a una squadra che è chiamata a rappresentare su un palcoscenico così importante l'intera provincia».

Un tipo di visibilità che apre inevitabilmente scenari nuovi per le imprese locali...

«Beh, è scontato sottolineare che il campionato cadetto attiri su di sé e per gran parte dell'anno una notevole attenzione mediatica. La stampa nazionale, le emittenti televisive più importanti, la diretta su Sky. E' chiaro che tutto questo non ha lasciato indifferenti le imprese sannite. Anzi, hanno deciso di aderire e con convinzione all'iniziativa. Una scelta che ritengo molto significativa e che unisce, e finalmente, il Sannio che produce con quello straordinario propellente di emozioni che è il calcio. Ma questa è solo una parte del progetto...»

Ci dica...

«E' l'intero territorio che può beneficiare di questo palcoscenico. Penso in particolare al turismo, all'enogastronomia. Due settori chiave di questa provincia, ma che – escluse alcune eccezioni – stentano a decollare. E che soprattutto scontano la difficoltà di essere promossi in modo efficace fuori da questi confini. Ora, in serie B ci sono squadre che rappresentano città importanti, tifoserie numerose e che vantano tradizioni calcistiche di grande rilevanza. Penso a Bari, Verona, Brescia, Perugia, Pisa, Vicenza, Cesena. Riuscire a far conoscere in queste realtà le potenzialità del Sannio, le sue bellezze paesaggistiche, la rilevanza storica e culturale, i monumenti oltre alla qualità notevole della sua enogastronomia, apre spazi a mercati nuovi. A un indotto capace di dare una svolta significativa al tessuto economico e commerciale sannita. E proprio per favorire questo, distribuiremo allo stadio depliant, prodotti dalle Pro loco, dove vengono pubblicizzati i prodotti e le bellezze del territorio. Troveremo anche le sinergie necessarie per accogliere nel modo migliore le tifoserie avversarie e trasformare una semplice “trasferta” nell'occasione di conoscere e apprezzare la città di Benevento. Oltretutto come Ivpc, che è un'azienda leader a livello nazionale nell'eolico, siamo entrati a far parte di Confindustria. Una scelta importante».

L'intesa è tra il Benevento e l'unione industriali. Qual è il rapporto con l'amministrazione comunale?

«Dal comune ci aspettiamo quella solidarietà che è fondamentale nei momenti difficili. Solidarietà che non è mai mancata con il sindaco Fausto Pepe che, sono certo, sarà una costante anche per la nuova amministrazione».

C'è la questione dello stadio...

«Sì, la nuova categoria ci impone delle opere di ristrutturazione notevoli. Basti pensare che la sala stampa dovrà avere almeno trenta postazioni per i giornalisti e tutte dotate di wifi. O che è necessario creare una sala “ospitality” per le squadre avversarie, dotata anche di un piccolo bar privato. Mastella ci ha garantito il suo sostegno, anche se – e lo capiamo – il momento economico non è dei più felici».

Con il sindaco lei si è incontrato nei giorni scorsi allo stadio, ha parlato di questo?

«Sì, ma non solo. Il primo cittadino ha detto che la squadra ha bisogno del sostegno dell'intera città. Ed ha sottoscritto un abbonamento alla tribuna vip, sollecitando anche altri rappresentanti istituzionali a fare lo stesso. Un gesto che ho molto apprezzato. E rispetto al quale faremo di più. Tutte le autorità che si abboneranno avranno a disposizione anche degli accrediti. E' un reciproco venirsi incontro».

Tra le sue attività c'è anche quella di editore. E il suo gruppo ha un organo di informazione (tra sito e tv), di rilievo regionale e saldamente ancorato ad Avellino, Benevento e Salerno. Se il calcio è un collante, anche un media può unire intere comunità, ritiene che una sinergia come quella sannita, e basata sull'informazione sia riproducibile anche in Irpinia e nel Salernitano?

«Credo proprio di sì. E al di là di interessi privatistici. Noi siamo stati promotori e continueremo a esserlo, di un progetto che unisca strategicamente e in modo sinergico, realtà diverse della regione. In convegni che abbiamo organizzato a Salerno, Avellino (e a settembre a Benevento), ci siamo fatti promotori di una idea forte e futuribile, come la metropoli diffusa, in grado di unire la costa alle zone Appenniniche e creare un'unica area urbana interconnessa capace di dare forza alle singole economie nel rispetto delle diverse peculiarità. La nostra mission è quella di dare voce anche a territori che hanno difficoltà a farsi sentire. Vogliamo unire l'orgoglio sannita, la tenacia irpina e la fantasia dei salernitani».