Napoli

Non c'è mercato che tenga, non c'è la l'arrivo di Milik o le altre trattative che vogliono il Napoli su Herrera, di nuovo e in maniera prepotente anche se dal supermercato Porto è difficile trafugare merce, o su Diawara o infine sulla suggestione Balotelli. Non c'è neanche il tempo per pensare al pokerissimo inflitto in amichevole alla Virtus Entella di ieri sera. L'attualità è ancora la presentazione di Higuain, le parole del Pipita, dolci ma distaccate nei confronti di città, allenatore e compagni, dure nei confronti di De Laurentiis. Un'intera giornata per pensarci, forse il modo migliore per metabolizzare senza farsi prendere dall'isterismo della risposta immediata che avrebbe potuto portare a una “cagnara” mediatica senza eguali. Una risposta affidata a una lettera affidata al sito ufficiale del Napoli nel quale il patron risponde alle accuse ricevute: tutte in cinque punti, brevi ma incisivi, lanciati “così, a futura memoria”, come recita la prima parte della lettera. E questa è stata la risposta.

“1) Se il signor Gonzalo Gerardo Higuain era così indispettito dalla mia presenza, ha impiegato molti anni per capirlo, a meno che non sia una persona falsa o un ottimo attore. Ma escluderei quest’ultima possibilità: di attori me ne intendo.

2) Abbiamo trascorso molto tempo insieme, anche recentemente, ad esempio un’intera giornata alla Commissione Disciplinare di Roma non più tardi del 15 aprile scorso, per cercare di rimediare alla squalifica di 4 giornate che aveva avuto nel pieno della lotta scudetto. Vi assicuro che quel giorno Gonzalo era molto sereno e non mostrava alcuna insofferenza nei miei confronti, come possono testimoniare le persone che erano con noi.

3) Come mai il suo procuratore non ha mostrato insofferenza quando ci siamo incontrati per discutere del rinnovo, ed è successo spesso nell’ultimo anno? Se fossero stati così intolleranti alla mia presenza, non avrebbero passato ore a discutere di soldi, molti soldi, con grande interesse e disponibilità.

4) Non ha una certa vergogna il suo procuratore quando dice che la squadra nella quale giocava, che lo ha messo nella condizione di segnare 38 gol, non era all’altezza? Non ha vergogna di dire, in pratica, che i compagni di Gonzalo erano scarsi, visto che il Napoli è stata la squadra che ha avuto il maggior numero di occasioni da gol in Italia, condizione fondamentale per consentire a un attaccante di segnare molti gol?

5) Cercare di spiegare che il suo passaggio nella nuova famiglia sia colpa mia, è mancare di rispetto ai napoletani. Se Higuain avesse letto la storia di Napoli, scoprirebbe che questa città è stata l’unica a liberarsi da sola dai nazisti, prima ancora dell’arrivo degli americani, che trovarono la città già liberata quando vi entrarono. Questo popolo lo si può tradire se non si ha vergogna, ma non prendere per il c…”.

Insomma una risposta piccata che rimanda al mittente ogni tipo di accusa. Un botta e risposta che rende ben chiaro il tentativo dell'uno e dell'altro di allontanare la paternità di questa cessione. Un dubbio che resta e che, a questo punto, va sciolto solo fidandosi dell'uno o dell'altro, o, e questa potrebbe essere l'ipotesi più valida, accusando l'uno e l'altro.


Redazione