di Luciano Trapanese
Il comitato di San Barbato, che ha unito i residenti della Valle del Sabato grazie all'iniziativa dell'associazione Medici per l'ambiente e gli iscritti al gruppo Facebook “Non sei irpino se...”, ha già pronti i primi risultati sui possibili effetti dell'inquinamento nella zona (nel video l'immagine del “fungo bianco”).
Per ora sono numeri, non si tratta di una valutazione strettamente scientifica. Ma sono numeri che pure dicono qualcosa. E che comunque lanciano un segnale che non può in nessun modo essere sottovalutato.
Si riferiscono alla località Serra di Pratola. Ce li ha segnalati Luca Del Gaudio. Negli ultimi cinque anni sono ventisei i decessi. Quattordici sono morti per cancro. Il 56 per cento. Un dato che deve far riflettere. Soprattutto se le neoplasie potrebbero essere in qualche modo ricondotte all'inquinamento ambientale.
Il dato evidenzia quello che i residenti della Valle (trentamila persone), dicono da tempo. E che senza una valutazione statistica rischiava di rimanere solo un'impressione: il cancro nell'area ha una incidenza più alta rispetto ad altre zone. Un po' come è accaduto per le fonderie Pisano, nella Valle dell'Irno, alle porte di Salerno. Anche lì la magistratura e i media hanno iniziato ad occuparsi attivamente della questione solo dopo la diffusione dei dati. Lì, addirittura, in un solo stabile si erano registrati negli ultimi anni una decina di casi di tumore.
I risultati di altre zone arriveranno presto. I residenti sono certi che non faranno altro che alimentare e dare vigore alle loro certezze: la Valle inquinata è la Valle dei tumori.
Del resto i medici di base – gli unici che hanno una visione capillare dei territori – hanno più volte evidenziato il preoccupante aumento di alcune patologie. Sono sempre stati ignorati. A volte quasi con fastidio. Motivo: quei dati forniti così, senza nessun altro supporto, non davano le indicazioni necessarie ad avvalorare nessuna tesi. Sarà vero? Chissà. Ma il punto è un altro, quei dati segnalavano comunque l'esigenza di approfondire, di effettuare un vero screening sul territorio. E invece, niente. Lo faremo, lo stiamo facendo, stiamo valutando. Ma non si è saputo mai nulla. Lasciando i residenti a convivere con l'incubo di respirare aria assassina.
Ora l'iniziativa di San Barbato ripropone dati nuovi. Recenti. Dopo quelli di Serra di Pratola ne arriveranno altri. Si continuerà ad ignorare il problema? La magistratura imporrà una inchiesta seria, approfondita su quell'area? Sulle fabbriche che si suppone inquinanti, sugli scarichi, sui terreni, sulle acque. E, a questo punto, anche sui dati che riguardano i morti per cancro o per patologie che possono essere ricondotte all'inquinamento?
Su tutto questo, nel frattempo, registriamo il silenzio di molte amministrazioni locali, della Provincia, della Regione. Per non parlare dei deputati. Ma questa assenza non ci sorprende. E non sorprende neppure i residenti della Valle.