«La Regione ha fatto la propria parte. E gli altri?». Parole che Vittorio Fucci, assessore con delega alle questioni petrolifere, pronuncia pochi minuti dopo l’approvazione in Giunta della delibera che sancisce ufficialmente la decisione della Regione Campania di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge di conversione del decreto Sblocca Italia (legge 164/2014). In particolare, l’esecutivo campano chiederà alla Consulta che vengano dichiarati incostituzionali gli articoli 36, 37 e 38 della legge perchè in contrasto con l’articolo 117 della Carta che regola la legislazione concorrente tra Stato e Regioni. Lo Sblocca Italia, come si ricorderà, ha inserito una «ghigliottina» temporale per i progetti di ricerca ed estrazione di idrocarburi in fase di valutazione, fissando al 31 marzo 2015 il termine ultimo per le Regioni per determinarsi. Sforando tale scadenza, l’intera procedura verrebbe avocata in sede ministeriale e le Regioni diventerebbero solo un convenuto tra i tanti convocati alla conferenza di servizio decisoria.
Assessore, la delibera approvata dalla Giunta Caldoro ha un valore eminentemente politico o può sortire anche effetti concreti? «Abbiamo investito della questione la Consulta perchè riteniamo che il Governo in materia abbia leso profondamente le prerogative dell’Ente Regione con il decreto Sblocca Italia poi convertito in legge».
Una difesa d’ufficio dei poteri assegnati alla Regione. Non crede che la problematica sia più ampia e investa direttamente il territorio? «Assolutamente sì. Non a caso la Costituzione assegna alle Regioni un ruolo da protagonista e non ancillare nel procedimento autorizzativo. Nella considerazione che solo chi amministra i territori è in grado di valutare pienamente le conseguenze ambientali e gli eventuali impatti negativi che tali attività possono avere sull’economia dei territori coinvolti nei diversi settori produttivi e sull’ambiente, con particolare riferimento alla tutela delle falde acquifere».
Facciamo chiarezza una volta per tutte: al di là dei sofismi burocratici, la Regione Campania quale posizione ha sulle trivellazioni petrolifere? «Sin dal mio insediamento in giunta ho espresso contrarietà alle trivellazioni sui territori delle aree interne, con tutt’altra vocazione, e mi sto battendo e continuerò a farlo in ogni contesto affinché ciò non avvenga».
La Regione in passato ha avuto posizioni a dir poco ondivaghe sulla materia. «Il deliberato consacra in termini inequivoci l’orientamento della giunta regionale di centrodestra. Tocca ora ad altre forze politiche, quelle che sostengono il governo Renzi, dimostrare il loro interessamento su una vicenda che rischia di deturpare irreversibilmente un territorio con tutt’altre aspettative di sviluppo».
Se ne deduce che finora Pd e Nuovo Centrodestra non si sono mostrati interessati al problema. «Qualcuno lo avrà pur scritto e votato lo Sblocca Italia».
Nella Legge di Stabilità c’è una norma che ridà maggiori margini di manovra alle Regioni. «Vedremo fino a che punto questo accadrà. Intanto la Regione Campania ha fatto un passo importante e significativo. Se ne avremo l’occasione ne faremo altri».