È la lotteria dei calci di rigore a consegnare all'Avellino il nome della prima avversaria in gara ufficiale della stagione 2016/2017 e, a meno di colpi di scena, a definire le coordinate della prima trasferta dell'annata agonistica. 1-1 dopo i novanta minuti regolamentari, per effetto delle reti di Piccinni e Mistrello; 6-4 dopo i tiri dagli undici metri e Fidelis Andria, nonostante l'illusorio vantaggio, eliminata: il Bassano Virtus si è “regalato” così i biancoverdi nel secondo turno di Tim Cup, in programma domenica in orario da definire.
Sarà invece con ogni probabilità il “Rino Mercante” il luogo; lo stadio che ospiterà il match che mette in palio la sfida del 13 agosto al “Luigi Ferraris” contro la Sampdoria: i lavori per l’installazione del sintetico nel “Partenio-Lombardi” proseguono a ritmi serrati, ma ormai serve più di un miracolo perché il manto artificiale sia pronto in tempo utile, con tanto di opportune verifiche e via libera da parte della Lega. A certificare la “mission impossible” l'ufficialità, attesa in giornata, dell’inversione di campo: una volta arrivata resterà da trovare una soluzione in grado di tutelare gli abbonati, ai quali, al momento della sottoscrizione, è stato garantito l'accesso gratuito a questa partita di Coppa.
Intanto l'Avellino continua a sudare nel ritiro di Sturno. Anche oggi doppia seduta. Il report della prima sessione di fatiche odierne restituisce il rientro in gruppo Gonzalez, ieri impegnato solo parzialmente nel corso della seduta mattutina prima di essere sottoposti a massaggi perché affaticato; terapie per Gavazzi e Jidayi, alle prese con le rispettive noie muscolari; differenziato per Paghera, sempre più vicino al completo recupero dal problema non specificato ereditato dallo campionato. A fine allenamento, lupi travolti dall'abbraccio dei bambini del campo estivo Musicarte, che, accompagnati dai non meno entusiasti animatori Anna, Maria Vittoria, Francesca, Rocco, Michela, Gabriella, Sharon, Aida, Angela, Elena, Tina, Lylian e Andrea, sul manto erboso dello stadio “Il Castagneto” hanno dato il via alla caccia di autografi e selfie.
Marco Festa