Una ha risposto alle domande del gip Maria Ilaria Romano, l'altra è rimasta in silenzio. Unico difensore – l'avvocato Angelo Leone – ma scelte diverse per le due persone finite agli arresti domiciliari, venerdì sera, per favoreggiamento, nell'operazione dei carabinieri conclusa con la cattura di Saverio Sparandeo, 54 anni, che da quattro mesi si era reso latitante.
Ad avvvalersi della facoltà di restare a bocca chiusa è stato Pasquale Di Pippo, 31 anni, mentre non lo ha fatto Pasquale Allegretta, 44 anni, proprietario del garage alla contrada Iannassi di San Nicola Manfredi nel quale Sparandeo si nascondeva. Dopo aver sostenuto di non aver mai visto né conosciuto l'uomo che quella sera gli era stato presentato come “Saverio” e basta, Allegretta ha ricostruito le ore precedenti. Iniziando dal 26 luglio, quando, rientrato dopo una vacanza di una settimana, aveva incrociato Di Pippo, che gli aveva chiesto, ottenendola, la disponibilità di quel locale perchè lui era stato sfrattato. Il 54enne ha ricordato che nello stesso giorno, complice la pioggia, il box si era allagato; per questo, ma il mercoledì, con l'aiuto di una donna, aveva provveduto alle pulizie. Giovedì, infine, l'arrivo di Di Pippo. Il racconto è poi scivolato fino a venerdì sera. Allegretta ha affermato di essere andato a cena in un ristorante della zona e di essersi imbattuto in Di Pippo che, per ringraziarlo della cortesia ricevuta, lo aveva invitato a raggiungerelo nella sua nuova dimora per mangiare qualcosa in compagnia.
Lui lo aveva fatto dopo aver consumato un antipasto. Una volta nel garage, si era trovato di fronte alcune persone, compreso “tal Saverio” che, ha ripetuto, non aveva mai visto o conosciuto prima di allora. Tutti a tavola, poi, all'improvviso, il blitz dei militari del Nucleo investigativo che avevano stretto le manette ai polsi di Saverio Sparandeo (avvocato Antonio Leone), colpito da un provvedimento di aggravamento della misura adottato perchè a Pasqua aveva lasciato la comunità in provincia di Taranto nel quale era sottoposto ai domiciliari. Per lui, dunque, nessuna udienza di convalida, a differenza di Di Pippo e Allegretta, per i quali l'avvocato Angelo Leone, contrariamente al sostituto procuratore Giacomo Iannella, che ha proposto che entrambi restino agli arresti in casa, ha chiesto la revoca di ogni misura. Attesa la decisione del giudice Romano.
AGGIORNAMENTO ORE 14.55
Obbligo di dimora: lo ha disposto il gip Romano per Pasquale Di Pippo e Pasquale Allegretta, ora non più ai domiciliari.
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