È stata identificata la donna d’origine somala pestata l’altra sera da un polacco 45enne, attualmente in stato di fermo con l’accusa di tentato omicidio. Sulle prime, viste le condizioni del viso, si è pensato che fosse necessario il rilevamento delle impronte digitali, per procedere all’identificazione sempre che la donna non fosse clandestina. Dalle indagini si è risalito che la donna effettivamente fosse d’origini somale, così come sostenuto in questi giorni. Ha 47 anni e sarebbe residente nella provincia di Caserta, almeno questo sarebbe il suo ultimo domicilio conosciuto. Nel dettaglio al Villaggio Coppola, luogo conosciuto anche col nome di Pinetamare, frazione di Castel Volturno e particolarmente conosciuto dai napoletani. Resta il dubbio sulla sua presenza a Salerno e soprattutto qual è il suo legame con il polacco 45enne, che continua ad affermare essere il suo fidanzato. Nel frattempo, la donna è stata trasferita dal reparto di Rianimazione a quello di Neurochirurgia con la condizione che resta stabile, visto che rimane in stato comatoso. Ma ci sarebbe moderato ottimismo da parte dei medici del Ruggi che hanno operato la donna venerdì notte per asportare il grosso ematoma cerebrale causato dalle violente percosse subite. L’episodio si è verificato nei pressi del Grand Hotel Salerno, venerdì sera intorno alle 22, davanti agli occhi sbigottiti dei passanti che in un primo momento avevano pensato che l’uomo stesse aggredendo un cane. Ed un eventuale risveglio della donna, potrebbe essere determinante per le indagini, con il fascicolo che è stato affidato al sostituto procuratore Elena Guarino. Toccherà alla donna, dunque, spiegare i motivi della sua presenza a Salerno e soprattutto i suoi rapporti diretti con l’aggressore. Il polacco, intanto, dovrebbe essere interrogato oggi dal gip per l’udienza di convalida dell’arresto per l’aggressione e per le percosse inflitte alla donna fino a ridurla in fin di vita. Una convalida degli arresti che appare già certa per il polacco.
Redazione