Morsi e punizioni. Maltrattamenti, abusi nell'asilo ribattezzato degli orrori. L'accusa è pesantissima per Milena Ceres, insegnante irpina in un asilo,e il suo compagno Luigi Piroddi. Lui è tornato libero, lei a domiciliari. Il pm Gianfranco Gallo, titolare delle indagini sui presunti maltrattamenti all’asilo di Bicocca, sta valutando di impugnare davanti al Tribunale del Riesame il provvedimento con cui il gip di Stefania Pepe ha disposto la scarcerazione di Enrico Luigi Piroddi e Milena Ceres, rispettivamente titolare e coordinatrice del nido dove 14 bambini, come risulta dai filmati, sono stati maltrattati. Almeno 25 gli episodi documentati dalle telecamere e cimici piazzate, aggravati dall’affidamento e dall’età delle piccole vittime e lesioni: si va dai morsi, a imboccamenti forzati, a strattoni, urla, insulti, pugni fino a immobilizzazioni, anche con cinghie, dei piccini a seggiolini, culle o sdraio.
Dopo la convalida degli arresti in flagranza di reato, avvenuti mercoledì scorso, il giudice ha, infatti, disposto i domiciliari per la donna, mentre l’uomo è stato rimesso in libertà e interdetto dall’esercizio dell’attività per un anno. Il pm ha 10 giorni di tempo. Le accuse per i due in manette sono: maltrattamenti, aggravati dall’affidamento e dall’età delle piccole vittime e lesioni. Per la donna i domiciliari sarebbero stati giustificati dall’assenza del pericolo della fuga e della reiterazione del reato, essendo stato chiuso l’asilo e non essendo quindi, per i magistrati, in grado di commettere altre violenze. I due sono incensurati, oltre ad essere insospettabili, lei addirittura in possesso di due lauree. Eppure per i giudici la donna ha mostrato "una elevata capacità criminale, data la condotta messa in atto nello svolgimento della sua attività lavorativa". E ancora, si legge: "Non ha mostrato di possedere nessuna consapevolezza del disvalore della condotta, reputando quel comportamento, le botte, le offese e le urla normali, addirittura un consolidato modello educativo". Inoltre la Ceres, difesa insieme al compagno Piroddi dall’avvocato Bruno Del Papa, non è reputata in grado "di controllare gli impulsi violenti". Intanto dalle carte emergono anche altri episodi di violenze gravissime sui bambini.
Uun bambino viene chiuso in bagno ogni volta che piange. "In una occasione viene chiuso 4 volte nello stesso giorno per ore, poi gli vengono strette le braccine, quasi a immobilizzarlo, con una cinghia", si legge nell'ordinanza. C’è la registrazione di una conversazione. Piroddi chiede alla sua compagna come mai un bimbo ha tanti lividi e quella macchia rossa sulla faccia e lei risponde: "No, stavolta no, io le botte gliele ho date sulla testa. Ah ok allora passagli la crema sul viso così poi non si vede più niente".
I carabinieri hanno visto in diretta e più volte analizzato i filmati dei maltrattamenti. È stata un’indagine condotta con pazienza, attenzione, portata avanti con tenacia dalla stazione carabinieri di Greco, guidata da Raffaele Vitale, e dalla compagnia Porta Monforte comandata da Maurizio De Angelis. È stato il comandante provinciale di Milano, Canio Giuseppe La Gala, a raccomandare sin dal suo insediamento a Milano la massima attenzione, sul territorio, ai segnali che arrivano dai soggetti più deboli. Deboli come la bambina di poco più di un anno che nel mese di maggio sarebbe stata spesso al centro dei raptus della coordinatrice del nido. Un giorno la piccola non vuole mangiare, allora viene presa e scaraventata sul materassino; la donna la blocca a terra e le tira i capelli mentre le toglie il bavaglino. Qualche giorno dopo, la bambina è sul seggiolone e, anche stavolta, è un po’ indisciplinata nel mangiare, ma viene di nuovo afferrata e sbattuta sul materassino, poi Milena Ceres la avrebbe colpita con uno schiaffo alla testa. La scena si ripete qualche giorno dopo: i bocconi spinti con forza in gola, la bambina che si rifiuta; la donna la spinge e la piccola cade sul materassino, poi viene tirata più volte per i capelli, alla fine viene colpita con uno schiaffo in testa. In parallelo con quelle immagini scorre l’audio: «Forza, ingoia quello che hai in bocca, ingoia, ingoia... veloce, forza... ti faccio piangere ma con una ragione, tra due secondi».
Redazione