Hanno sequestrato beni per un valore pari almeno a 2 milioni e 646mila euro, l'importo delle imposte che sarebbero state evase attraverso fatture per operazioni ritenute inesistenti. Un provvedimento di natura preventiva chiesto dal sostituto procuratore Assunta Tillo ed adottato dal gip Roberto Melone.
Lo hanno eseguito i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del tenente colonnello Luca Lauro a carico di Andrea Postiglione Coppola, 49 anni, di Castelpagano, ex presidente provinciale di Confagricoltura, Carmine Calabrese, 50 anni, di Vitulano, amministratore di diritto e di fatto della ‘Calabrese lavori srl’ ed amministratore di fatto della ‘Toscano costruzioni srl’, della moglie Antonella Moccia, 44 anni, amministratore di diritto della ‘Toscano costruzioni srl’, e di Ines Giuseppina Calabrese, sorella di Carmine, per un certo periodo amministratore di diritto della 'Calabrese lavori srl', difesi dagli avvocati Luigi Giuliano, Raffaele Scarinzi e Fernando Scaramozza.
E' lo sviluppo, sul fronte delle misure reali fin qui mai applicate, di un'inchiesta su una presunta truffa in materia di fondi pubblici condotta dalle fiamme gialle ed all'epoca diretta dal pm Giovanni Tartaglia Polcini. Era rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica nel novembre 2013, quando Postiglione Coppola era stato arrestato. Due settimane più tardi era stato scarcerato, fino a febbraio era stato sottoposto al divieto di dimora. Lo stesso che a marzo 2014 il Riesame, pronunciandosi positivamente sull'appello presentato dal Pm contro il 'no' del gip agli arresti domiciliari, aveva disposto per sei funzionari di Provincia e Regione. Una misura confermata dalla Cassazione ma mai eseguita perchè revocata dal gup Palmieri su richiesta dei difensori. Il Riesame aveva invece confermato il rigetto di ogni provvedimento nei confronti di Carmine Calabrese e Moccia.
Nel mirino degli investigatori, due contributi per un importo complessivo di poco superiore ai 2 milioni e mezzo di euro contro i 2 milioni e 900mila euro previsti. Finanziamenti per investimenti produttivi nel settore acquacoltura per l’azienda agricola ‘Antiche terre del baraccone’, in particolare per interventi di ampliamento e ammodernamento degli impianti di acquacoltura in terraferma, e di miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza dei lavoratori dell’azienda ittica. Fondi che sarebbero stati ottenuti – questa la tesi accusatoria – facendo lievitare i costi con fatture e preventivi falsi. Vicende al centro di un processo i cui atti, nello scorso gennaio, sono stati nuovamente trasmessi alla Procura per l'indeterminatezza dei capi di imputazione.
Tra le persone chiamate in causa non figura Ines Giuseppina Calabrese, che compare invece, come detto, nel decreto di sequestro. In una nota firmata dal Procuratore reggente Giovanni Conzo si spiega che “le investigazioni delle Fiamme Gialle, iniziate nell’anno 2013, portate avanti fino al mese scorso, hanno consentito di acclarare che gli indagati hanno emesso/utilizzato fatture per operazioni inesistenti, indicando nelle corrispondenti dichiarazioni annuali elementi passivi fittizi ed iva per circa 16 milioni di euro”.
L'operazione “dimostra, ancora una volta – conclude Conzo -, che il livello di attenzione delle Forze dell’Ordine e della Procura della Repubblica, finalizzato alla repressione delle violazioni di natura penale tributaria, è sempre elevato”.
Esp