Il Crescent resta una costruzione abusiva, così come illegale è tutto il processo di trasformazione urbanistica avviato da tempo dal Comune di Salerno nell’area Santa Teresa. Rompono gli indugi Raffaella Di Leo, presidente di Italia Nostra, e Pierluigi Morena, presidente pro tempore di No Crescent. Tanto da chiedere di essere ascoltati “con urgenza” dal Procuratore della Repubblica Corrado Lembo. Perché? La sensazione è che sul comparto di Santa Teresa possa essere calato un velo sugli abusi certificati da “oltre 30 esposti” che evidenzierebbero le illegalità commesse in questi anni. In particolare sui processi di sdemanializzazione del comparto. “Alla luce delle tante indagini e dei procedimenti pendenti che fino ad oggi peraltro non hanno mai considerato la mancata sdemanializzazione non solo di oltre 20mila metri quadri di demanio marittimo - nel quale vi sono oltre 7 mila mq di spiaggia e circa 4 mila mq di specchio acqueo – ma anche dell’alveo originario del torrente Fusandola che essendo iscritto nell’elenco delle acque pubbliche e specificamente vincolato, appartiene al demanio culturale inalienabile dello Stato ed è quindi bene protetto oltre che dalla normativa di settore, dalla normativa del codice dei beni culturali. – si legge nella nota inviata al procuratore Lembo - Si sottolinea, ancora una volta, l’inattuabilità del comparto di Santa Teresa in quanto una piazza di oltre 30 mila metri quadri con un fabbricato di circa 10 mila di superficie coperta non possono essere realizzati in un’area di circa 26mila metri quadri che è nello stesso tempo percorsa da un torrente (il Fusandola) che non poteva essere deviato che quindi è ancora lì”. Non solo, con gli attivisti che puntano l’indice accusatore all’iter burocratico che fu avviato dal Comune di Salerno. “Tutti gli atti relativi alla sdemanializzazione, atti di compravendita dei diritti edificatori, delle convenzioni non tengono conto dell’alveo del torrente Fusandola e della parallela procedura mai conclusa. – si legge - Ciò è dimostrato anche dal rilascio da parte del comune di Salerno, a se stesso, di una mera concessione temporanea quadriennale, per la deviazione di un torrente vincolato. Questo dato è clamoroso e dimostra l’insanabilità ed abusività dell’intero comparto edificatorio, pubblico e privato”.
Redazione