Benevento

Tra il 2012 e il 2016, la Tassa sui Rifiuti, la cosiddetta Tari è aumentata in media del 32,2%, ovvero in media 72 euro in più a famiglia. L'indagine è stata fatta dal Servizio Politiche Territoriali della Uil, che ha snociollato ed analizzato i costi della tassa in 94 città capoluogo di provincia. Al centro dello studio una famiglia con una casa di 80 metri quadrati e 4 componenti. Caltanissetta, Chieti, Crotone, Enna, Firenze, Livorno, Pordenone, Ragusa, Siracusa, Trapani, Venezia non hanno ancora definito le tariffe per il 2016, mentre a Biella da quest'anno è stata introdotta la Tarip (Tariffa Rifiuti Puntuale), che si paga tenendo conto, oltrechè dei componenti il nucleo familiare anche di una quota variabile in base al peso dei rifiuti indifferenziati prodotti, e, quindi non è possibile fare dei calcoli. "In valori assoluti - spiega Guglielmo Loy, segretario confederale Uil - le famiglie italiane verseranno nel 2016 nelle casse comunali 295 euro medi, a fronte dei 294 euro dello scorso anno e dei 223 euro versati nel 2012. In valori assoluti nel 2016 il costo maggiore si registra a Benevento con 473 euro l'anno a famiglia; a Pisa 465 euro; a Salerno 462 euro; a Grosseto 450 euro; a Cagliari 447 euro".
Tuttavia, ci sono capoluoghi di provincia dove le tariffe sono molto più contenute: 150 euro medi a famiglia a Belluno; a Novara 166 euro; a Vibo Valentia 176 euro; a Macerata 178 euro; a Brescia 181 euro. “L’andamento del costo della TARI nell’ultimo anno – spiega Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino / Benevento -, in linea con l’andamento dell’inflazione, segnala aumenti molto contenuti, e ciò non può che far tirare un sospiro di sollievo. Questo è frutto anche delle pressioni fatte dal sindacato nel corso degli ultimi mesi rispetto alla tassazione locale e al pericolo di aumenti ingiustificati, conseguenza indiretta dell’abolizione dalla TASI. Rimane il dato del costo mediamente alto di questa tassa, con fortissime disparità tra città e città. Questo segnala come il tema dell’efficienza del servizio, con contenimento dei costi, non è secondario: l’inefficienza di cui molti comuni soffrono, inevitabilmente, si ripercuote sui cittadini in termini di maggiori tariffe. La dimostrazione – conclude Bosco - viene proprio da quelle realtà che negli anni hanno contenuto o diminuito i costi, certificando, così, che si può operare con serietà”.