Non solo la Primavera o le altre formazioni giovanili. Per avere un vivaio di tutto rispetto si deve partire necessariamente dal basso, da quando il bambino comincia a dare i primi calci a un pallone. Questo Diego Palermo l’ha capito bene e, infatti, ha provveduto in breve tempo a far assegnare alla scuola calcio del Benevento il grado “elite”. Un riconoscimento importante che attesta l’attenzione che la società riversa sul settore giovanile. Con l’inizio della nuova stagione, Palermo ha avviato un progetto di consolidamento e anche di miglioramento con quanto fatto fino alla scorsa annata. Un lavoro che coinvolge in pieno la scuola calcio, vista come il punto di partenza per tutto: “Abbiamo – esordisce Palermo – da poco avuto la conferma del grado elite e vogliamo fortemente continuare questo progetto. A settembre comincerà l’attività della scuola calcio e siamo pronti a effettuare una selezione importante in vista delle stagioni future, cercando di far entrare più ragazzi possibili. Negli ultimi anni, infatti, sono stati pochi i giovani che sono passati dalla scuola calcio all’under 15 e siamo pronti a rivedere gli errori che abbiamo commesso e a migliorarci. Come sempre gli allenatori che stiamo scegliendo sono tutti qualificati, nulla sarà lasciato al caso. C’è un progetto importante portato avanti da Pasquale Bovienzo per le quattro categorie maggiori del settore giovanile e, con le giuste proporzioni, lo si vuole utilizzare anche nella scuola calcio che vediamo come le fondamenta della nostra cantera. Nelle prossime settimane vi daremo maggiori informazioni per quanto concerne iscrizioni e altro".
Si è espresso anche Bovienzo. Il responsabile del progetto tecnico giallorosso ha focalizzato l’attenzione sulla metodologia di lavoro: “Molti allenatori che allenano i giovani utilizzano lo stesso modulo della prima squadra per favorire il possibile inserimento di qualche ragazzo. Secondo me questo è sbagliato. Occorre importare lo stesso metodo di allenamento. La nostra idea, inoltre, è quella di preparare i calciatori del futuro, ma anche gli allenatori, facendogli seguire un percorso di crescita ben definito”.
Ivan Calabrese