Benevento

“Nulla so con certezza ma la vista delle stelle mi fa sognare”. Lo ha detto Vincent van Gogh che, forse per questo, all'umanità ha regalato La notte stellata.
E' la notte dei sogni e dei desideri. E' la Notte di San Lorenzo, la notte del cielo d'agosto, degli occhi che cercano una scia per esprimere un desiderio.
Coperta sul prato sdraiati a guardare le stelle. Questa serata si trascorre così, non serve molto. Occorre allontanarsi quanto basta dalle luci della città, scegliere un posto tranquillo e lasciarsi cullare dal canto dei grilli innamorati. Lo sguardo al cielo in attesa di vedere la propria scia.
Quest'anno, poi, si annuncia davvero speciale perché secondo gli esperti lo sciame meteorico delle Perseidi promette di essere uno dei più spettacolari.

Gli asteroidi della costellazione Perseidi, da tempo, passando all’interno dell’orbita terrestre, danno vita ad uno spettacolo di pioggia meteorica in grado di incollare tutti, grandi e piccoli con il naso all’insù.
Gli sciami meteorici si verificano quando la Terra, durante il suo tragitto di rivoluzione, attraversa nuvole di detriti e polveri lasciati dalle comete lungo la loro orbita attorno al Sole. Entrando in atmosfera queste particelle si incendiano a causa dell'attrito con l'aria dando vita alle ben note scie luminose. Le Perseidi in particolare si accendono dopo la metà di luglio e durano fino al 24 di agosto.
Il picco cade proprio nei giorni attorno a San Lorenzo: quest'anno è previsto per il 12.

 

Ma se oggi scrutiamo il cielo alla ricerca di quella scia, nella speranza di poter veder realizzati i nostri desideri, non sempre è stato così.
La tradizione vuole che le cosiddette meteori, altro non siano che lacrime, versate da San Lorenzo durante il suo supplizio. Le gocce di dolore, che oramai vagano eternamente nei cieli, scendono sulla terra nel giorno in cui il santo mori’, creando un’atmosfera cosi’ magica e carica di speranza, da regalar fortuna a chi le vede.

Gli antichi le guardavano con timore. Nella mitologia greca e latina incarnavano il pianto divino. E se gli dei erano tanto avviliti da versare lacrime nel firmamento voleva dire che si stava avvicinando una guerra o che un disastro naturale si sarebbe abbattuto sul mondo. Per gli antichi astrologi cinesi poi, il cielo stillava un pianto di fuoco ogni volta che si approssimava una battaglia o una crisi di governo.

 

 

Mariateresa De Lucia