In qualità di doppio ex seguirà la sfida di domenica prossima con grandissimo interesse, sperando che Pisa e Salernitana diano spettacolo pur non potendo contare appieno sull'apporto del pubblico amico. In attesa di trovare una squadra che possa soddisfare la sua voglia di lottare per traguardi ambiziosi, Francesco Favasuli si gode la partita di coppa e ha raccontato le proprie sensazioni ai microfoni di Ottopagine:
Che partita si aspetta tra Pisa e Salernitana?
“Sarà una gara indubbiamente piacevole, si affrontano due formazioni molto ambiziose e che, alle spalle, hanno tifoserie importanti e che danno un notevole contributo. Le rose sono competitive, la preparazione estiva darà sicuramente i suoi frutti e la partita è aperta ad ogni tipo di risultato. Resto legatissimo alle due piazze e colgo l'occasione per augurare a Pisa e Salernitana i migliori successi sportivi”
Le vicende societarie del Pisa possono, alla lunga, influire sul rendimento dei giocatori?
“Assolutamente sì, ma purtroppo nel calcio di oggi sono situazioni all'ordine del giorno. Parlo in generale: nello sport esistono troppi millantatori, tutti fanno chiacchiere, ma i progetti seri sono ben pochi. Spero che a Pisa possano sistemare tutto e vivere una stagione da protagonisti dopo aver vinto il campionato di Lega Pro con tanta fatica”.
Quanto peserà giocare in campo neutro?
“E' un punto in meno per entrambe le squadre e un giorno triste per il calcio: Pisa e Salerno hanno enormi potenzialità, rappresentano il cosiddetto dodicesimo uomo e disputare il match in campo neutro mi rattrista. All'Arena Garibaldi o all'Arechi si sarebbe respirato un clima eccezionale pur essendo calcio d'agosto”.
Il gol a Perugia al 94' e la promozione in B a Salerno: quale dei due ricordi è più emozionante?
“Bella domanda! Da capitano fu una gioia immensa segnare a Perugia in pieno recupero e regalare la finale play off al Pisa, peccato che il sogno si infranse a Latina. La vittoria del campionato a Salerno, invece, ha un sapore speciale: eravamo un gruppo unito, la squadra era forte e la gente aveva fame di grande calcio. Il 3-1 al Barletta fu il coronamento di un campionato duro, sofferto, ma ricco di soddisfazioni. Anche per questo porterò sempre nel cuore i colori granata e nerazzurri”.
Come fa un giocatore come lei a non aver mai giocato in serie B?
“Il calcio è così, ho fatto tanti buoni campionati in C, ma non sono riuscito a raggiungere questo traguardo. L'anno scorso, dopo la promozione, poteva essere la volta buona, ma la Salernitana decise di non riconfermarmi e quindi sono rimasto in Lega Pro e mi ritrovo per il terzo anno senza squadra a inizio agosto. Ho qualche offerta, ma ho deciso di non accettare: non mi faccio problemi di natura economica, ma cerco progetti seri e presidenti che abbiano voglia di far bene non solo a parole”.
A Salerno in tanti la rimpiangono e sono dispiaciuti per la mancata riconferma dell'anno scorso...
“Forse mi hanno sostenuto ed apprezzato più quando sono andato via che mentre giocavo lì. Battute a parte, fa enormemente piacere sentire a pelle il calore dei salernitani nei miei confronti, vuol dire che ho lasciato un buon ricordo soprattutto come persona e ne sono fiero. Del resto ho casa in affitto a Salerno, il mio legame con la città e la tifoseria va oltre un contratto non rinnovato”.
Gaetano Ferraiuolo