Napoli

La Campania, il suo mare ed i suoi corsi d'acqua vittime della “mala gestio” della depurazione. E' quanto viene fuori dal report conclusivo di Goletta verde 2016. Nella nostra regione c'è un punto inquinato ogni 23,5 km di costa. Dei 31 punti monitorati dal laboratorio mobile di Goletta Verde di Legambiente, il 64% è risultato inquinato o fortemente inquinato. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Alcuni dei punti monitorati da Legambiente risultano ormai inquinati per il settimo anno consecutivo: la foce del torrente Savone a Mondragone; la foce del Regi Lagni, lo sbocco del canale di Licola, la foce Lagno vesuviano, la foce del fiume Irno e del fiume Sarno.
La Campania detiene la maglia nera per le infrazioni accertate sul fronte degli scarichi abusive del mare inquinato con 794 infrazioni accertate, con un incremento del 59% rispetto alle infrazioni dello scorso anno, con 850 tra persone denunciate e arresti(erano 616 nel 2014) e  299 sequestri. Illeciti che riguardano  relativamente a impianti di depurazione non a norma, scarichi non allacciati alle fognature perché provenienti da case abusive, alberghi e abitazioni private che scaricano direttamente in mare o sversamenti illegali di residui industriali direttamente nei corsi d'acqua.
Del resto- denuncia Michele Buonomo presidente di Legambiente Campania - nei  confronti dell’Italia  grava una procedura di infrazione proprio riguardo alla depurazione e alla Campania, purtroppo, spetta un posto di primo ordine in termini di numero di agglomerati depurativi posti sotto la lente. Dagli ultimi aggiornamenti risultano infatti 108 su 151 gli agglomerati della Campania cui viene contestata la non conformità ai dettami della direttiva comunitaria sulla depurazione. Inadeguatezza che secondo i calcoli del Governo, comporterebbe, a partire dal 2016 e fino al completamento degli interventi di adeguamento richiesti, una multa di 21 milioni di euro all’anno”.

G.A.