Avellino

Stavolta non basta nemmeno il vecchio adagio “calcio d'agosto, non ti conosco” per sorvolare su ciò che deve far riflettere più della deludente prestazione offerta ieri, a Lioni, dall'Avellino contro i dilettanti del Vultur Rionero, sfociata nell'inatteso 1-1 finale: le dichiarazioni di Domenico Toscano.

Un tecnico che ha nel proprio repertorio il parlare chiaro; l'inclinazione a non scendere a compromessi come certificato dalle dimissioni rassegnate il 23 settembre 2015 all'alba della sua terza stagione da allenatore della Ternana. All'epoca si congedò attraverso una lettera, portando alla luce che aveva accolto con grande entusiasmo la proposta della Ternana di ritornare ad essere l’allenatore per la stagione 2015/16 “anche in virtù delle molte rassicurazioni e garanzie ricevute sul progetto, sia societarie, sia tecniche” ma che queste rassicurazioni erano poi “presto svanite nell’evolversi incerto degli eventi, lasciando spazio a silenzi o, in alcuni casi, ad assenze immotivate anche di fronte a continue sollecitazioni di confronto”. Decisamente diverso il rapporto instaurato con la dirigenza biancoverde, con cui ha lavorato in sinergia sin dal primo giorno sposando un progetto triennale, indicando profili utili a plasmare la sua creatura; prendendo atto, senza far drammi, dell'impossibilità di raggiungerne più d'uno. Tutti sulla stessa barca, ma ora c'è da risolvere una serie di aspetti portati alla luce con grande franchezza al termine del test con i lucani.

In primis c'è la necessità di rinforzi: palese, lampante. Il mister calabrese, che ha glissato con grande professionalità con un “ho fatto le mie valutazioni, le ho riferite e siamo d’accordo su quello che bisogna fare” nel momento in cui è stuzzicato sull'argomento calciomercato, sia per evitare di innescare l'interesse di possibili concorrenti, sia per rispetto dei dirigenti e dei ruoli, aspetta “qualche altro innesto”. Un plurale che per il momento fa perno su una certezza: serve e arriverà - deve arrivare - un centrocampista. La settimana che inizia dovrebbe portare in dote l'acquisto del mediano slovacco Richard Lasik, su cui resta però forte la concorrenza del Bari.

C'è poi da ragionare sull'annunciato cambio di modulo. I perché del passaggio dal 3-4-3 al 3-5-2 sono assolutamente significativi: “Si inizia con un’idea, se poi questa idea non la si può portare avanti non è che puoi sbattere contro il muro” ha spiegato Toscano non nascondendo che il 3-5-2 si addice più alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione in questo momento; che, ora come ora, il 3-5-2 dà più garanzie, anche per sorreggere e aiutare i nuovi e i giovani. Ed è proprio in quel “in questo momento” che si legge tra le righe l'obbligo più che il desiderio di variare l'assetto base e la conseguente speranza di poter presto ritornare ai piani iniziali: la chiave è sempre il calciomercato. Le conseguenze di questo cambio forzato sono il rischio di creare sovrabbondanza di scelte là davanti - le maglie da titolare passano in un colpo da 6 a 2 – ma va corso per trovare quell'equilibrio che, in tutto il pre-campionato (almeno un gol sempre al passivo, ndr), ed in particolare in Tim Cup, a Bassano del Grappa, non è mai stato trovato. “Primo, non prenderle” di memoria rastelliana. Una scelta che sembra francamente saggia anche perché il numero di attaccanti finora non si è rivelato direttamente proporzionale alla pericolosità offensiva.

L'ultimo e più spinoso argomento sollevato da Toscano è quello dell'atteggiamento mentale. Un paio di poi nemmeno tanto tacite bordate alla vecchia guardia, invitata a trascinare; a trasmettere lo spirito irpino, non sono state risparmiate di pari passo alla preoccupazione palesata per il carattere dei giovani. Questi ultimi, da sempre, arma a doppio taglio: se esplodono ci si diverte, se implodono, schiacciati da paure e scarsa personalità, si soffre e si sbanda. Quattordici giorni all'inizio del campionato, c'è da trovarsi più che ritrovarsi. In attesa del rientro di calciatori carismatici ed esperti - su tutti Jidayi e Gavazzi, senza dimenticare Paghera - l'Avellino sa che non è il momento di fare drammi, perché nulla è compromesso ed e i problemi, se proprio devono esserci e venire a galla, è bene che lo facciano adesso, ma che, allo stesso tempo, non deve sottovalutare i propri limiti. Bene conoscerli subito. Per chiudere ancora una volta con Toscano “Questo è il materiale a disposizione”. Inutile chiedere a una canoa di viaggiare come una barca a motore. Meglio rimboccarsi le maniche e vogare; entrare nell'ottica che nulla è scontato, soprattutto quando c'è da lottare per colmare un gap strutturale.

Marco Festa