Salerno

Dal "Non parlo di mercato" al "Siamo pochi, spero di trovare qualche volto nuovo alla ripresa" il passo è stato breve. Del resto mister Sannino rappresenta un'eccezione in un mondo, quello del calcio, laddove in sala stampa va spesso in scena la sagra dell'ovvio. Altro che le classiche dichiarazioni di circostanza: ieri, nel post partita, il tecnico granata ha lanciato un messaggio molto chiaro alla società, alla dirigenza e agli stessi calciatori. "Per fare un lavoro di qualità è necessario avere i ricambi giusti, il solo Rosina non può risolvere tutti i problemi ed arriverà in ritardo di condizione". Tradotto: guai a pensare che riconfermare i più bravi e far firmare un triennale ad un calciatore fortissimo, ma senza preparazione alle spalle sia sufficiente per ben figurare nel prossimo torneo di serie B. Attualmente la rosa della Salernitana presenta numerose lacune: mancano, infatti, un'alternativa a Laverone sulla destra, un terzino sinistro che si giochi il posto con Vitale, due centrocampisti di qualità e quantità, un trequartista e due attaccanti. Se è vero che a fine agosto possono sbloccarsi trattative apparentemente impossibili, è altrettanto vero che affidarsi ad un tecnico preparato consegnandogli una rosa incompleta è una contraddizione.

Chiariamoci: Fabiani sta lavorando benissimo. Il ds ha avuto il gran merito di capire in anticipo come sarebbe andata a finire la vicenda Inzaghi blindando da tempo un allenatore di valore come Sannino, ha preso già ad inizio giugno due dei migliori terzini della categoria realizzando un'interessante plusvalenza (Empereur al Foggia) e favorendo la riconferma di gente come Odjer e Bernardini destinata a fare la differenza. Se aggiungiamo la volontà di non cedere Coda e Donnarumma pur in presenza di offerte economiche vantaggiose, l'arrivo di un elemento umile e serio come Caccavallo e di un under bravo come Mantovani, l'imminente fumata bianca per Rosina e il colpo Busellato possiamo dire che Fabiani, pur con i suoi tempi e le note strategie, il suo dovere lo sta facendo appieno. Resta, però, l'handicap di aver svolto il ritiro con un organico destinato ad essere stravolto: qualcuno è andato via, tre calciatori sono fuori rosa e sarà difficile collocarli altrove, Coda e Donnarumma hanno lavorato senza "concorrenza" e durante le partite di coppa non c'erano i ricambi necessari per far rifiatare chi era a corto di benzina. Quali gli interrogativi? Dalle reiterata riconferma dell'oggetto misterioso Grillo alla volontà di puntare su Terracciano, bravo tra i pali, ma decisamente incostante. E ancora: sicuri che non serva un bomber di comprovata esperienza che si giochi il posto con il tandem titolare? In fondo la stagione è lunga, infortuni e squalifiche sono dietro l'angolo e Bus insegna che se in panchina non hai gente di spessore non riesci a segnare neanche con 22mila persone che fanno un tifo indemoniato. Palla, ora, a Lotito e Mezzaroma. Se l'obiettivo era quello di non ripetere gli errori del passato, l'operazione è riuscita soltanto a metà. L'allenatore è stato chiaro, la piazza risponde in modo freddo (emblematico il dato sugli abbonamenti venduti) e il prossimo campionato sarà tre volte più competitivo di quello appena concluso e che è culminato con una salvezza ai play out a cospetto di un avversario destinato al fallimento...

Gaetano Ferraiuolo