Benevento

Nessuna finestra lasciata aperta, anzi, erano tutte ben chiuse e protette da spesse grate in ferro che sono state letteralmente sradicate dal muro da tre banditi col volto coperto da passamontagna e armati di pistola che nella serata di martedì hanno messo a segno a contrada Canellonica di Apollosa, una rapina – è il secondo episodi in pochi giorni - all'interno della casa di un professore di 63 anni che al momento dell'irruzione si trovava in compagnia della moglie e dei suoi due figli. Insieme, come ogni sera, stavano tranquillamente cenando quando hanno udito dei forti rumori provenire dal piano inferiore. A quel punto il professionista è sceso per capire cosa stesse accadendo al piano terra. Si è trovato di fronte i malviventi che non hanno esitato a puntargli le armi contro. Gli autori del pericoloso e preoccupante raid avevano già preso soldi e oggetti in oro per un valore di circa mille euro. Quando hanno visto il 63enne sono scappati scavalcando lo stesso infisso utilizzato per entrare. Il professore non ci ha pensato due volte ed ha cercato di inseguirli in un terreno adiacente all'abitazione. E' stato a quel punto che i rapinatori si sono fermati, si sono voltati e almeno uno di loro ha esploso due, forse tre colpi di pilota contro il professionista che si è immediatamente fermato per tornare in casa e far scattare l'allarme. Sul posto sono accorsi i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Montesarchio, della Stazione di San Leucio e, successivamente, del Reparto operativo di Benevento per effettuare i rilievi. Comprensibilmente terrorizzati il 63enne, la moglie e i figli hanno raccontato i dettagli degli interminabili minuti di terrore provati durante la rapina e ancora di più quando hanno sentito i colpi di pistola e le urla. I carabinieri hanno effettuato i rilievi ed avviato le indagini per capire se si tratti o meno dei malviventi che solo qualche sera prima hanno tentato un'altra rapina in casa di un uomo residente sempre in contrada Cancellonica del comune di Apollosa. In quel caso, dopo l'entrata in funzione del sistema di allarme, il proprietario era corso in casa ed aveva sorpreso tre persone armate ed anche col volto coperto mentre stavano rubando in camera da letto. Anche in quell'occasione i banditi non avevano esitato a puntare le armi contro il malcapitato che, solo grazie ai riflessi pronti, si era rifugiato dietro una finestra ed aveva cominciato ad urlare. Solo a quel punto i balordi erano scappati facendo perdere come sempre le loro tracce forse grazie ad un complice che li attendeva in auto poco distante. Un colpo, fortunatamente fallito, ma dalle modalità sempre allarmanti e sul quale sono in corso le indagini dei carabinieri. Gli episodi seguono quello avvenuto sempre ad Apollosa qualche mese fa quando nel mirino era finita la famiglia di un medico. Anche in quell'occasione erano stati esplosi alcuni colpi di pistola. Ed ancora, in tutta la provincia si registra un aumento di furti e rapine che, in contrasto con le recenti indagini sulla vivibilità, inevitabilmente abbassano il livello di percezione della sicurezza. Tanto è che negli ultimi giorni sindaci e cittadini non hanno esitato a convocare di propria iniziativa riunioni per affrontare il delicato argomento dell'ordine e la sicurezza pubblica. E per finire, ieri sera, intorno alle 20, infine, un benzinaio è stato rapinato da un malvivente armato di un coltello e incappucciato. È accaduto a contrada San Donato, alle porte del paese. L'autore del colpo è riuscito a portare via il borsello del malcapitato con dentro alcune centinaia di euro. Anche in questo caso indagano i carabinieri.

Alessandro Fallarino