Avellino

Una trattativa lunga ed estenuante, che giunge al termine con la proverbiale “fumata bianca” accompagnata da chiarezza sulla formula dell'operazione: domani, salvo slittamenti per questioni meramente burocratiche, l'Avellino annuncerà l'arrivo in Irpinia del centrocampista slovacco Richard Lasik, che approda in biancoverde a titolo definitivo. Ecco il punto esclamativo, al termine di uno snervante tira e molla, per l'ex Brescia, per cui la dirigenza avellinese ha dovuto battere la concorrenza del Bari, che si era inserito in extremis nei negoziati, tanto da rendere necessario un rilancio per rilevare il suo cartellino.

Scartata l'ipotesi del prestito con diritto di riscatto che è stata ponderata per qualche ora come soluzione per vincere la resistenza alla cessione da parte del neo-tecnico dello Slovan Bratislava, club che detiene la titolarità del cartellino del ragazzo. Ed è questo il retroscena più significativo che emerge alla fine delle contrattazioni: Vladimir Konik, allenatore della blasonata società dell'est, reduce dall'eliminazione dall'Europa League per mano dei lettoni dello Jelgava, al momento del suo arrivo datato 2 agosto ha cercato di trattenere il calciatore, che, però, ha deciso di far posare la sua volontà per tornare a giocare in Serie B.

L'Avellino ha, da par suo, deciso di investire senza indugi su Lasik: classe 1992, nel giro della Nazionale maggiore dopo aver fatto parte dell'Under 21, potrebbe garantire una certa plusvalenza una volta legatosi con un vincolo di durata pluriennale al lupo. Domenico Toscano gongola ed ha già individuato la collocazione del roccioso interditore nel suo 3-5-2: agirà da mezzala sinistra, al fianco di Paghera, chiamato a fungere da perno centrale una volta smaltito l'infortunio, mai specificato, ereditato dalla passata stagione, e Gavazzi, che in caso di 3-4-3 avrebbe corso sulla fascia destra ma che ora tornerà a vestire i panni dell'interno destro. Esperienza e fisicità al servizio di una squadra giovane ed in cerca di identità. L'Avellino è pronto ad abbracciare, finalmente, Richard Lasik.

Marco Festa