Salerno

Se la società si aspetta che basti il colpo Rosina per riaccendere l'entusiasmo popolare si sbaglia di grosso. Salerno, dopo aver dimostrato per un'intera stagione di amare la Salernitana a prescindere da una posizione di classifica deficitaria, stavolta vuole prima valutare l'operato dirigenziale e poi sottoscrivere l'abbonamento. Il tempo della fiducia e della gratitudine a prescindere, insomma, è finito e il dato dei carnet staccati sin qui è la fotografia perfetta di una situazione non preoccupante, ma che induce a qualche riflessione: appena 1450 persone hanno deciso di dare fiducia alla società a scatola chiusa, ancora in "riflessione" i 4mila che un anno fa hanno assistito agli errori tattici di Torrente e Menichini, ai cross di Rossi e Franco e ad una serie di risultati negativi frutto di una strategia iniziale quasi totalmente sbagliata. 

Salerno, bisogna rimarcarlo, è maturata molto in questi anni. Nessuna contestazione feroce, attaccamento alla maglia crescente anche in D e senza segni distintivi, stadio pieno nei momenti cruciali, ma sostegno incondizionato soltanto alla casacca e non a chi la rappresenta. Lotito e Mezzaroma, pur ringraziati per gli straordinari risultati raggiunti in questi anni e portati in trionfo nel giorno della festa promozione all'Arechi, devono capire che stavolta sono loro ad essere in debito con la tifoseria e che gli errori della passata stagione hanno scalfito quell'entusiasmo collettivo ora decisamente sopito e che andrebbe alimentato in ogni modo. Come? Non certo con gli allenamenti a porte chiuse. Se, ad oggi, le nuove generazioni del tifo si innamorano delle big della A, di Higuain, Dybala e Icardi non è solo colpa delle vicende extrasportive che hanno coinvolto la Salernitana dal 2005 ad oggi, ma anche di una reiterata assenza sul territorio che non permette ai presidenti di calarsi appieno nella mentalità della piazza. Ci chiediamo: perchè non presentare la squadra alla città in un evento aperto a famiglie, giovani, anziani, ultras, tifoseria organizzata e semplici cittadini?

In passato iniziative del genere hanno riscosso notevole successo, al punto che nei giorni successivi è quadruplicato il numero di abbonamenti venduti: è accaduto nel 2004 dopo la festa allo stadio "Vestuti", è successo del 2007 dopo il bagno di folla di Piazza della Concordia sotto lo sguardo dell'attuale ds Fabiani. "Nessuna grande squadra può prescindere da un grande tifo e da questo punto di vista Salerno non è seconda a nessuno" disse l'esperto dirigente. Ora, come dichiarato da Sannino, deve essere la Salernitana a trascinare il pubblico e non basterà battere lo Spezia o acquistare un top player: la società metta in campo le forze necessarie per annullare questo senso di distacco tra la squadra e la gente e faccia vivere a tutti la Salernitana 365 giorni all'anno e non solo il sabato pomeriggio.

Gaetano Ferraiuolo