Una scarna parete grigia dove prima c'era un muro verde, intorno una carcassa degna di Odissea nello spazio. Graffiti e silenzio. Il canto del cigno di una piccola e sconosciuta perla avellinese. Si tratta di Piazza Trieste e Trento, poco distante da San Ciro.
Oggi sono in tanti a non sapere dove si trovi. E non li biasimiamo. Un'occhiata ci cala nell'ennesimo spazio graffitato e degradato. Ma, anche in questa desolazione, un monumento finisce per attirare la nostra attenzione.
Un muro, circondato da panchine, che oggi è ricoperto da foglie e piante secche. Oltre che dai già citati graffiti. Eppure, si intuisce che un tempo c'era di più. Qualcosa di decisamente bello: come mostra la foto di copertina e le altre allegate.
Noi lo abbiamo riscoperto, come voi, grazie agli scatti dell'amico Pasquale Matarazzo sempre attento ai tesori nascosti o dimenticati della città.
“Si tratta – spiega proprio Pasquale - dell'unica vera opera di architettura green di Avellino: quando fu inaugurata, nel 2009, qui si trovava una parete vegetale composta da oltre cinquanta varietà di piante officinali che offrivano profumi straordinari e si autoalimentavano con un basso consumo d'acqua. A completare quest'isola verde c'erano aceri e magnolie, posti in aiuole contornate da opere in cor-ten (particolare tipo d'acciaio), che regalavano frescura e un quadro cromatico straordinario.”
Un acquerello di natura che strideva con la grande urbanizzazione dell'area intorno, esaltando ulteriormente la propria bellezza. Purtroppo, oggi resta solo l'emblema di un'idea mai realizzata, quella della città giardino, sfiorita è proprio il caso di dire, senza che nessuno riuscisse a trattenerla.
Sia l'amministrazione Galasso che quella Foti hanno infatti dimostrato di non credere in questo progetto e ci hanno così consegnato la Piazza Trieste e Trento che vediamo oggi, ennesimo monumento ad ignavia e bruttezza che fa scopa con lo stenditoio nei giardinetti di Piazza Kennedy. Paradosso reso ulteriormente incisivo da una considerazione doverosa: se Avellino è il capoluogo della verde irpina, ed è ridotto in questo stato, siamo davvero senza speranza.
Andrea Fantucchio