Quando si parla di rifiuti ad Avellino, spesso, lo sappiamo, si pensa di averle viste tutte. Non è così. Nei mesi scorsi: televisori, lavatrici, ma anche lampade lasciate ai cigli delle strade, se si è fortunati. Rifiuti speciali a pochi passi dalle abitazioni, se invece alla dea bendata non state particolarmente simpatici.
Eppure, poi, arriva l'ennesimo caso curioso che riaccende la spia dell'allarme rosso sull'inciviltà dei cittadini da un lato, e questa è senza dubbio la criticità peggiore, e l'incapacità di vigilare sul malcostume e poi di porvi rimedio da parte degli amministratori, dall'altro.
Diciamo porvi rimedio, perché il luogo degradato in questione è un must dello sversamento rifiuti, per dirla all'avellinese, “a capocchia”, il "fossato" del Carcere Borbonico: lì dietro c'è tutto, ma davvero di tutto.
Immondizia che definiremo di tipo Ugs (Usa getta e scappa: buste di plastica, pacchetti di sigarette, bottiglie di birra, perfino carta da regalo, patatine fritte non consumate, eccetera). Ma sono sciocchezze in confronto ai rifiuti di tipo Qlca (Quello lì come arriva?) E' il caso della foto scattata da Mauro Limone per il gruppo Facebook “Non sei irpino se” dell'amico Luca Del Gaudio. Scatto corredato da breve didascalia, “gli avellinesi non avevano mai avuto bisogno di essere bastonati, ma ora bisogna usare le maniere forti”. Nella foto, in mezzo al degrado, un copertone d'automobile.
Quando troviamo oggetti del genere in luoghi del genere, un po' come le tazze di water sparse qui e là a bordo strada in città, ci chiediamo: ma che frulla per la testa(bacata a questo punto, permettete di dirlo) di certi avellinesi che si recano in posti del genere, a pochi passi dal passeggio cittadino, per andare a gettare i rifiuti. Ma d'altronde, risale ad appena qualche giorno fa la foto delle fioriere di Via Matteotti sempre in pieno centro, scattate da Fabio Evangelista e riprese dal gruppo facebook, "I cittadini in Movimento". Piene di cicche di sigarette e rifiuti di ogni tipo. (Alleghiamo anche questi scatti visibili a fine articolo)
E, non si tratta di essere bacchettoni moralisti, ma la misura della pazienza è colma. Chi ha educato questi incivili che trattano Avellino come un porcile? Perché, qui, non si tratta solo di disamore per la città, ma di autentica strafottenza verso ciò che è di tutti.
Chiosa finale, ma doverosa: rivolta agli amministratori: questa è l'ennesima segnalazione fotografica che rigiriamo. Le discariche improprie le conoscete davvero tutte. Dovete mandare qualcuno che tolga i rifiuti alla svelta, serve sorveglianza e multe salate affiancate da controlli inflessibili.
Non avete i mezzi?
Riunite le associazioni disponibili e i privati cittadini e organizziamo delle giornate ecologiche, altro che circolazione a targhe alterne, dove ripuliamo le aree della città. Poi, perchè no, sempre con gli stessi cittadini e le associazioni, realizziamo delle ronde. Intendiamoci, anche noi deprechiamo soluzioni militaresche, ma se il controllo non c'è, lo creiamo. Dopotutto, sembra che le telecamere e i controlli tradizionali non siano sufficienti, se il risultato è quello che commentiamo. Episodi come quello raccontato, non sono più tollerabili.
Andrea Fantucchio