Approfittare del permesso premio per evadere dai domiciliari, trovare un'arma e dirigersi in Germania dove trovare l'ex convivente con lo scopo di ucciderla. Il piano sconclusionato e di certo non solido di un pregiudicato napoletano di 41 anni è naufragato sul nascere, quando le forze dell'ordine lo hanno sorpreso mentre girovagava di notte e lo hanno sottoposto a controlli appurando le sue generalità, la pena che stava scontando e, successivamente, anche le sue intenzioni. Il protagonista si chiama Vincenzo Alborino, anche se all'anagrafe del malaffare è meglio noto col soprannome di «tre dita». Un soprannome rimediato per quelle dita amputate.
Nei giorni scorsi l'Autorità Giudiziaria gli aveva accordato un permesso premio di sette giorni. Una licenza di una settimana che avrebbe dovuto trascorrere lontano dal centro di detenzione, nella sua casa di Fuorigrotta, ma sottoposto al regime dei domiciliari. Sabato mattina aveva lasciato Chieti ed era tornato a Napoli. Secondo le indagini degli inquirenti, il suo progetto era di uccidere la ex. Non appena tornato a Napoli, invece di restare chiuso in casa, «Tre dita» aveva avviato la sua ricerca.
L'arma secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l'aveva rimediata a Forcella. Aveva aspettato la notte e, da Fuorigrotta, era andato verso il centro di Napoli. Probabilmente dopo aver recuperato la pistola sarebbe direttamente partito alla volta della Germania, nella speranza di portare a termine il suo piano prima che la sua assenza venisse scoperta. In via Colletta è stato fermato.
I poliziotti delle sezioni Volanti dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura e del commissariato San Paolo, guidati dai dirigenti Michele Spina e Pasquale de Lorenzo, lo hanno notato in strada a piedi e lo hanno fermato per accertamenti. L'uomo ha cercato di scappare, divincolandosi e aggredendo i poliziotti perscappare. Tutto inutile, non senza difficoltà è stato bloccato e arrestato. Dopo le formalità di rito il quarantunenne è stato condotto nelle camere di sicurezza della Questura, denunciato in stato di libertà per minacce a pubblico ufficiale e in attesa di essere processato, per direttissima, con le accuse di evasione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.