Sarà discusso il 5 settembre, dinanzi al Riesame, il ricorso presentato dagli avvocati Sergio Rando e Gerardo Giorgione contro la convalida del sequestro dell'iPhone, e di altro materiale, del dottore Nanni Russo, consigliere comunale a Palazzo Mosti in quota Forza Italia. Il sequestro era stato operato dalla Squadra mobile lo scorso 22 luglio in uno dei due filoni di un'inchiesta che aveva fatto molto rumore.
Una notizia anticipata da Ottopagine, come sanno le decine di migliaia di persone che l'hanno letta all'epoca. Il troncone che arriverà al vaglio del Tribunale di Benevento è al centro di un'indagine diretta dal sostituto Assunta Tillo e dal Procuratore reggente Giovanni Conzo. Riguarda un'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, contestata a Russo per il contenuto di alcune conversazioni intercettate dagli investigatori della terza sezione della Mobile. Colloqui con alcuni familiari degli Sparandeo, ai quali il professionista avrebbe espresso il disappunto per il mancato sostegno, nonostante la sua disponibilità nei loro confronti, alle ultime amministrative.
L'altro versante dell'inchiesta – ma anche questa non è una novità – era invece emerso da altre intercettazioni. Chiamando in causa, oltre che Russo, anche il sostituto procuratore Giacomo Iannella. Di qui, inevitabilmente, per il coinvolgimento di un magistrato, la trasmissione degli atti alla Procura di Roma, che quel giorno – il 22 luglio – aveva fatto tappa negli uffici inquirenti sanniti. Per entrambi l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari, circoscritta alla presunta esistenza di un accordo per interferire con l'attività giudiziaria, relativamente ad alcuni procedimenti, a carico di altri, pendenti presso il Tribunale di Benevento.
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