Salerno

Sia a La Spezia, sia a Salerno ha lasciato un buonissimo ricordo, lui che si è sempre distinto per la capacità di fare gruppo e di trascinare i compagni con grinta e determinazione. Quando indossava la maglia del Genoa strappò la B di un soffio proprio alla Salernitana, in un doppio confronto ricco di tensioni e polemiche che rischiò di incrinare il suo rapporto con la piazza. Intervistato dalla redazione di Ottopagine.Granatissimi, Igor Zaniolo ha fatto finalmente chiarezza su quanto accade quel pomeriggio del 28 maggio 2006 parlando anche di Donnarumma e della splendida curva Sud:

Spezia-Salernitana, che partita è lecito attendersi?

"Gara aperta ad ogni tipo di risultato, sinceramente non saprei neanche per chi fare il tifo visto che sono le due piazze che mi hanno emozionato di più in carriera e che porterò sempre nel mio cuore. Lo Spezia ha un piccolo vantaggio: parte da un organico già rodato, da un allenatore che nel girone di ritorno ha dato un'identità precisa e da un organico che ha subito modifiche soltanto in avanti. La Salernitana ha cambiato molto e bisognerà dare un po' di tempo a mister Sannino per trasmettere le sue idee di gioco, ma l'organico è molto competitivo e se la giocherà alla pari".

Lotito ha detto che è importante alzare l'asticella dopo la salvezza dell'anno scorso...

"Il presidente ha perfettamente ragione, purtroppo l'anno scorso ci sono state delle sofferenze, ma l'obiettivo è stato raggiunto. Era il primo anno di B dopo campionati nelle categorie inferiori, ci può stare qualche mese di assestamento prima di ripartire con un progetto ambizioso e lungimirante. Salerno può e deve ritrovare quanto prima la serie A, in massima serie si fa fatica a trovare un pubblico così determinante ed appassionato.  L'importante è non togliere alla gente la voglia di sognare".

A proposito di serie B, quanto è sceso il livello negli anni rispetto a 10-12 campionati fa?

"All'epoca per giocare in cadetteria dovevi essere davvero forte e avere gli attributi. Purtroppo negli anni i soldi che girano sono sempre meno e molte società investono nei giovani, non sempre all'altezza della situazione. Anche da questo punto di vista ben vengano due piazze come Spezia e Salerno: ci sono presidenti facoltosi, Lotito è un uomo economicamente potente e rappresenta una tifoseria fantastica. Oltre alle retrocesse direi di tener d'occhio anche queste due squadre per la lotta play off, oltre ovviamente al Bari".

Un altro anno a Salerno per l'esplosione definitiva o il salto in A: quale consiglio ad Alfredo Donnarumma?

"Nel 2004 andai via da Messina, in A, per sposare il progetto Salerno in B: alcune piazze non ti fanno pesare la differenza di categoria. Al di là di questo, ritengo che a Donnarumma possa far molto bene restare alla Salernitana per un'altra stagione: chi gli vieta di arrivarci con la Salernitana in A tra pochi mesi?"

I tuoi ricordi più belli a Salerno?

"Quando vedo le immagini del mio gol contro l'Ascoli mi viene la pelle d'oca, sono felice che tanti tifosi postino sulla mia pagina facebook quella rete così importante in uno stadio pazzesco. Sul campo ci salvammo e sarei dovuto restare anche l'anno dopo, poi purtroppo è successo quello che è successo. Vi sembrerà strano, ma pur avendo giocato a Salerno per una sola stagione mi sono letteralmente innamorato della città, della maglia granata e della tifoseria. Non dimenticherò mai il calore della curva e la passione della gente".

Quanto può incidere il fattore tifo a Salerno?

"Non avete idea di quanti punti in più possa dare una tifoseria alla propria squadra. L'Arechi dev'essere l'arma in più e deve assolutamente trascinare i calciatori verso traguardi importanti. Quando entri in quello stadio parti automaticamente 1-0, se la curva ringhia diventa davvero difficile far punti a Salerno. Contro l'Ascoli perdevamo 1-0, tutto lo stadio iniziò a cantare e ribaltammo la situazione in 120 secondi. Abbiamo vissuto anche la contestazione, è vero, ma attaccare sotto la Sud ti trasmette un'energia incredibile che può mutare le sorti di una gara da un momento all'altro. Lotito ha ragione quando chiama a raccolta il pubblico, sa bene che è un patrimonio fondamentale per la sua società".

Dopo la sfida tra Salernitana e Genoa molti tifosi hanno storto il naso rispetto al tuo atteggiamento "aggressivo". Ci racconti la tua versione per fare definitivamente chiarezza?

"Sono felice che, negli anni, ho potuto chiarire con tanti tifosi i motivi di quel mio atteggiamento. Il Genoa si era ritrovato dalla A alla C, la società aveva difficoltà sotto tanti aspetti e la gente ci minacciava: non potete immaginare cosa sarebbe successo se non avessimo vinto! Quando partimmo con l'autobus da Cava per raggiungere l'Arechi, i miei compagni avevano il volto bianco dalla paura ed erano consapevoli che la Salernitana era superiore in quel momento sotto tutti i punti di vista. In campo ho capito che era necessario una scossa, ho cercato di trascinarli per non perdere il treno promozione: mi spiace che il mio comportamento sia stato interpretato male, del resto anche a Salerno mi hanno apprezzato per la mia grinta e per una determinazione feroce. Sputo sempre sangue per la maglia che indosso, in quel caso ho onorato i colori del Genoa. Ribadisco, però, un concetto: Salerno è nel mio cuore, fui un avversario, ma non un nemico di quella curva meravigliosa".

Gaetano Ferraiuolo