Mò basta, ci avete rotto i polmoni. Una marcia per esprimere il proprio dissenso, contro chi ha inquinato le loro case. Perché la misura è colma, e troppo spesso si è giocato con le vite di chi non poteva difendersi, perché non sapeva, o perché, era costretto, date le contingenze (economiche, sociali), ad accettare tutto in silenzio. Il destino dei cittadini della Valle del Sabato, ribattezzata tristemente “valle dei tumori”, che sabato mattina, alle ore 10.00, si riuniranno ad Arcella, nei pressi della Novolegno, e poi marceranno fino allo Stir.
Deposito di Pianodardine individuato, dalla Provincia, per essere la meta dei rifiuti organici di tutta l'Irpinia fino agli inizi di settembre. Questo sempre se, i tre impianti che oggi hanno sospeso la propria funzione, torneranno regolarmente a svolgere il proprio compito. Altrimenti la disposizione potrebbe avere tempi più lunghi.
E ci saranno altri rifiuti, che i cittadini dovranno vedere scaricare in silenzio, a pochi passi dalle proprie abitazioni.
Sabato sarà una data da non dimenticare. Altre manifestazioni per segnalare l'emergenza ambientale ci sono state, ma questa sarà differente. Attraverso il web, forse per la prima volta, si respira un'insofferenza endemica ad una problematica, quella dell'inquinamento, che in questo ritaglio d'Irpinia, ha raggiunto vette preoccupanti.
Collocando il distretto territoriale, nell'immaginario prima che nei fatti, come una pattumiera dove chi abita deve subire in silenzio un trattamento indegno, figlio certo di calamità imponderabili, ma anche di un lassismo amministrativo che negli anni ne ha eroso la speranza.
Perché, purtroppo, la cronaca parla chiaro. Dopo i fatti lontani dell'Isochimica (finalmente si andrà a processo, e speriamo di avere giustizia per morti e per i vivi), il rogo dell'Irm, gli sversamenti nei fiumi, ci sono state proteste rumorose, d'indignazione momentanea, figlia di paura per la salubrità compromessa, seguite poi da una sintomatica quanto inaccettabile rassegnazione.
Chi non è fuggito via, soprattutto i più giovani ( a borgo Ferrovia un'altra scuola il prossimo anno potrebbe chiudere per mancanza di iscritti) è rimasto accettando tutto per forza d'inerzia. Vi abbiamo raccontato dei numeri raccolti dal gruppo Facebook “Non sei irpino se” segnalati al nostro direttore, da Luca Del Gaudio, pur non trattandosi di segnalazioni strettamente scientifiche, quelle cifre vorranno pur dire qualcosa: ventisei decessi, quattordici per cancro, negli ultimi cinque anni. Neoplasie che potrebbero essere ricondotte proprio all'inquinamento ambientale. Trentamila persone, i residenti nel territorio della Valle, che hanno paura.
Sabato si marcerà proprio per andare oltre quella paura e quella rassegnazione. Certo, aspettarsi tutti e trentamila i residenti sarebbe utopico, ma siamo certi che stavolta sarà diverso. Proprio grazie alla rete che è divenuta isola estranea alle strumentalizzazioni politiche e di qualunque specie, dove le associazioni e i liberi cittadini che si battono per il territorio senza aver alcun interesse, se non quello della tutela della salute, in primo luogo dei bambini. Tante le adesioni, segnaliamo quella del comitato “Noi Avellinesi” che ingloba al proprio interno i membri del gruppo facebook “Non sei irpino se” sempre presenti in difesa del territorio e del “Movimento irpino per il bene comune”.
Senza dimenticare l'altro gruppo “Liberi di respirare” dell'amica Gabriella Testa. E dei tanti altri (chiediamo di segnalare la vostra presenza così da potervi doverosamente aggiungere. Ottopagine ci sarà) che marceranno alla volta dello Stir seguendo il dottore Franco Mazza, da sempre in prima fila con competenza e onestà per la tutela della Valle e della sua salubrità. Vietato mancare, non esserci e poi lamentarsi in altre sedi, significa essere complici d'indifferenza.
Andrea Fantucchio