Pur avendo giocato meno di quanto si aspettasse e non sempre ai suoi standard abituali, ha contribuito al raggiungimento della promozione e della successiva salvezza. Fino a poche settimane fa era a Sarnano agli ordini di Sannino, ora veste la maglia della Reggiana e disputerà il torneo di Lega Pro in un girone paragonabile ad una sorta di B2. Andrea Bovo è uno dei tanti doppi ex della sfida di domani e, ai microfoni di Granatissimi.Ottopagine, ha rilasciato una lunga intervista a cuore aperto:
Andrea, che partita ti aspetti?
"Una gara sicuramente spettacolare, è la prima in assoluto e ogni squadra ci tiene a far bene. Lo Spezia ha un ottimo organico, si conoscono a memoria e ripartono da un gruppo rodato e ben guidato. La Salernitana ha cambiato qualcosa, ha un nuovo allenatore e quindi ci vorrà un po' di tempo per assimilare le idee di Sannino, ma i granata sono in buone mani e potranno giocarsela alla pari".
Il fattore "Picco" potrà essere decisivo?
"A mio giudizio è una componente relativa, la Salernitana ha giocatori di grande esperienza e personalità e non si farà certo intimorire dal pubblico. E' chiaro che il "Picco" è un campo caldo, gli spalti sono situati vicino al campo e la gente si fa sentire dal primo al novantesimo, sarà una carica in più per i giocatori di casa, ma resta una cornice che assiste ad un evento sportivo. Sono i giocatori che fanno la differenza".
Eppure Lotito sostiene che a Salerno il pubblico possa dare tantissimi punti in più alla squadra...
"A volte si esagera un po'. Proviamo a sostituire i calciatori della Salernitana con quelli della Primavera della Lazio: vincerebbero più partite giocando in uno stadio da 30mila spettatori? Non credo. Non bisogna attribuire troppa importanza ad una componente che incide indubbiamente, ma che non può sostituire la qualità dei singoli e l'organizzazione del collettivo. Fa piacere essere seguiti da un grande pubblico, ma l'equazione "più tifo-più vittorie" non sta in piedi, non ci ho mai creduto".
In realtà molti tuoi ex compagni, ai tempi della Lega Pro, dissero che attaccare sotto la Sud era un'arma in più fondamentale...
"Se al posto dei nostri giocatori ci fossero stati quelli della Lupa Roma, con tutto il rispetto, avrebbero segnato come Calil, Negro, Gabionetta e Mendicino? Non credo. Ribadisco il mio pensiero: il pubblico, soprattutto in piazze come Spezia e Salerno, ti dà indubbiamente una carica in più, ti responsabilizza, fa la differenza nei momenti cruciali di un match ed a tratti rappresenta il cosiddetto dodicesimo uomo, ma pensare che basti una curva piena per portare a casa i risultati è un grossolano errore. E' una componente come tante altre, ma il calcio parlato conta meno di quello giocato: puoi cantare quanto vuoi, ma se la squadra è scarsa c'è poco da fare. Se bastasse solo la tifoseria, il Verona non sarebbe mai retrocesso e la Salernitana starebbe stabilmente in serie A".
Torniamo all'aspetto tecnico. Su quale calciatore della Salernitana scommetteresti?
"Auguro a tutti i miei ex compagni di vivere una stagione del riscatto, in particolare rivolgo un grande in bocca al lupo a Moses Odjer: giovane, ma già molto bravo: gode dell'appoggio dell'ambiente, questo sarà fondamentale".
Perchè non fai più parte della Salernitana?
"Non è stata una mia scelta, la società e la dirigenza hanno fatto scelte diverse e devo accettarle. Ho la coscienza pulita e so che mi hanno stimato e mi stimano per la mia serietà e professionalità. Non mi va di attribuire colpe per la mancata riconferma, mi faccio un esame di coscienza e ammetto che forse potevo fare di più".
Menichini, in due anni, ti ha dato poco spazio anche quando eravate in emergenza...
"Però il torneo di Lega Pro lo abbiamo vinto anche grazie a chi subentrava e non faceva mai mancare il proprio apporto, non bastano undici titolari per portare a casa i risultati. Anche l'anno scorso, tutto sommato, le mie presenze le ho fatte: non come in passato, quando giocavo quasi sempre, ma mi sono tolto le mie soddisfazioni tra alti e bassi. Menichini mi stimava, prima dell'infortunio stavo ritagliandomi uno spazio importante, ma evidentemente vedeva altri giocatori al posto mio. Fa parte del gioco, lo dobbiamo accettare".
Proprio a La Spezia hai fatto benissimo...
"Sono molto legato a quella maglia, anche per questo vi prego di non chiedermi pronostici perchè non vorrei far torto a due piazze che sono e saranno sempre nel mio cuore. Lì ho disputato delle ottime partite e sentivo la fiducia dell'ambiente, auguro loro di disputare un'ottima stagione".
Ricordo più bello a Salerno?
"Ce ne sono tanti: da giovanissimo ho giocato i play off, due anni fa abbiamo vinto il campionato e poi ci siamo salvati pur soffrendo. Mi emoziona tanto ripensare al gol di Verona contro il Chievo".
Come ti trovi a Reggio?
"Benissimo! Sarà una Lega Pro stupenda, speriamo di toglierci delle belle soddisfazioni. Da lontano mando un abbraccio forte ai tifosi granata e bianconeri".
Gaetano Ferraiuolo