Salerno

"Se conosceste Claudio, capireste che dietro quegli atteggiamenti burberi si cela un uomo molto simpatico e sensibile". Parole e musica di Cristina e Marco Mezzaroma, rispettivamente moglie e cognato (nonchè co-patron della Salernitana) di Claudio Lotito. Chi lo conosce bene racconta di un presidente, ma soprattutto di un uomo distrutto, affranto, chiuso da qualche ora in un inconsueto silenzio dopo aver rilasciato dichiarazioni toccanti nel corso della mattinata. "Abbiamo l'obbligo di aiutare queste persone, non ci tireremo indietro" l'unico commento ufficiale della società che, poco fa, ha contattato il presidente federale Andrea Abodi proponendo iniziative di ogni genere. La famiglia di Lotito è originaria di Amatrice: i bisnonni e la madre sono nati e cresciuti lì trascorrendo un'infanzia serena in un paese piccolo, ma particolarmente caloroso ed ospitale. E' li che il patron di Lazio e Salernitana ha vissuto la sua gioventù, divertendosi nella squadra di calcio del quartiere (nell'insolito ruolo di portiere, tra l'altro i suoi cari lo descrivono come un discreto atleta) e avviando anche la sua carriera professionale. Le due società di sua proprietà sono pronte a scendere in campo: ci sono delle famiglie da salvare, dei genitori ai quali restituire un minimo di speranza e tanti bambini che hanno bisogno di aiuto. Lotito, mai come questa volta, è coinvolto in prima persona e, col cuore in gola e le lacrime agli occhi, è pronto a dare il suo contributo in nome di quel "senso di appartenenza alle origini" che il presidente rivendica sempre con orgoglio. Oggi ancora più di ieri.

Gaetano Ferraiuolo