di Simonetta Ieppariello
Ci sono anche loro, i migranti, in queste cartoline dall'inferno del terremoto nel centro Italia. Ci sono anche loro come vittime e angeli di aiuto e soccorso. Ai margini di una Italia da sempre, sono oggi in prima linea per aiutare gli sfollati del terremoto. Stanno scavando ad Amatrice fianco al fianco dei soccorritori. Mentre un esercito di 900 profughi hanno deciso di autotassarsi per donare agli sfollati.
I novecento profughi ospitati complessivamente tra la Valle Ufita e l’Alta Irpinia nei centri di accoglienza gestiti dall’imprenditore flumerese Ciriaco Petrilli hanno deciso di autotassarsi e a fine mese destineranno la somma raccolta alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto. Un impegno concreto per Accumoli, Amatrice e Pescara del Tronto. Una grande lezione di solidarietà e impegno civile per tutti.
Eppure proprio da loro, forse, non te lo aspetti. Sono arrivati in un Paese straniero senza avere nulla. Restano ospiti, a volte sgraditi, di comunità e sistemi che si mostrano ostili. E invece eccoli a scavare in dieci dal centro Damasco di Sant’Agata dei Goti ad Amatrice per cercare occhi, mani, vite. Sono pronti a rinunciare a parte del loro pocket money per chi improvvisamente si è scoperto disperato tra macerie e polvere di un paese distrutto. E’ una bella lezione quella che arriva dai migranti non solo campani, ma anche calabresi e di altri centri italiani.
Hanno deciso di compiere un piccolo ma simbolico gesto di solidarietà dedicando parte della piccola somma che viene assegnata ai rifugiati per le spese personali, pari a circa 2,5 euro al giorno. E’ un gesto di aiuto tra popoli, da parte di chi si è sentito accolto e vuole in qualche modo ricambiare la solidarietà. Una risposta indiretta anche a quanti, già nelle ore immediatamente successive al sisma, sui social network hanno polemizzato sulle risorse spese per il mantenimento dei centri di prima accoglienza che potrebbero invece essere destinate ai terremotati. C’è stato anche chi ha voluto nelle ore del disastro dire che c’erano sfollati nelle tende, mentre i profughi dormono in hotel. No, questa è l’Italia che non vorremmo raccontare fatta di ostilità e assenza di sostengo. La solidarietà si crea, costruisce, rinsalda con l’impegno delle persone. Non con le accuse, le polemiche sterili.
Dall’inferno del centro Italia arrivano immagini dolorose. Sempre di più. Ora dopo ora.
Ad Amatrice, uno dei centri più colpiti dal terremoto, sono crollate tutte le cinque strutture del territorio comunale utilizzate per l'accoglienza dei richiedenti asilo. A confermarlo è una nota dell'Anci, l'associazione dei Comuni italiani, che ha reso noto che sette migranti sono rimasti feriti nei crolli e che uno risulta attualmente disperso. Per altri 24 profughi sono state già avviate le operazioni di trasferimento in altri centri di accoglienza della zona. In un primo tempo erano quattro i migranti che non risultavano all'appello, ma tre di loro sono stati rintracciati dai soccorritori. Si pensa che il migrante ancora disperso possa trovarsi intrappolato fra i detriti. I sette feriti sono tutti stati trasferiti in ospedale e nessuno di loro risulta in pericolo di vita. Sì, ci sono anche loro nella conta senza fine di chi è disperso, morto, ferito. Ci sono anche loro perché nonostante a volte qualcuno vorrebbe non vederli ci sono e ci hanno dato una grande lezione impegnandosi, arrivando sui luoghi del disastro, scavando a mani nude. Sì, perché loro sanno cosa è la disperazione, il non avere nulla, la sofferenza.