Avellino

Riduzione delle Camere di commercio, alleggerimento dei costi di gestione e modifiche alla governance. Questi i punti cardine della riforma degli enti camerali, approvata ieri dal Consiglio dei ministri. Più nel dettaglio, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo, il numero complessivo delle Camere di commercio dovrà essere ridotto dalle attuali 105 a non più di 60.

Il taglio dovrà seguire due vincoli: la presenza di almeno una Camera di commercio per Regione, e l’accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75mila imprese iscritte. Al fine di alleggerire i costi di funzionamento delle Camere, il decreto prevede quattro azioni: la riduzione del 50% del diritto annuale a carico delle imprese, la riduzione del 30% del numero dei consiglieri, la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori, e una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili. 

Viene inoltre rafforzata la vigilanza del ministero dello Sviluppo Economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valuterà le performance delle Camere di commercio. Nell’ambito di questo piano complessivo di razionalizzazione organizzativa ricade anche la rideterminazione delle dotazioni organiche di personale dipendente delle Camere di commercio, con possibilità di realizzare processi di mobilità tra le stesse e definizione dei criteri di ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche. 

Soddisfazione per la riforma è stata espressa da Gerardo Santoli  vice presidente di Confimprenditori  che da sempre si è battuta contro il vecchio sistema:"Come sempre si poteva fare di più, ma il Governo è venuto incontro ad alcune nostre richieste.  Per anni la Camera di Commercio è stata  per noi piccoli imprenditori solo un contributo annuale obbligatorio  da versare insieme alla mora se pagato con qualche giorno di ritardo, mentre per  alcune associazioni di categoria  solo motivo di scontro per un posto nel consiglio di amministrazione come hanno dimostrato le vicende di questi ultimi mesi in alcune province”.  

Soddisfazione viene espressa anche dal presidente nazionale di Unioncamere Ivan Lo Bello. “Un provvedimento – ha detto – che chiude una fase di incertezza della vita del sistema camerale italiano e ne apre una del tutto nuova. Il decreto del Governo, oltre alle tradizionali funzioni delle Camere, affida al sistema camerale dei compiti nuovi in particolare in materia di orientamento, di alternanza scuola-lavoro, di supporto all’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Compiti questi di grande rilievo per l’Italia e che in importanti Paesi europei, come la Germania, le Camere di commercio svolgono con ottimi risultati”.

Redazione Av