Claudio Ferrarese è doppio ex di Verona e Salernitana: veronese di nascita, 71 presenze e 3 gol nelle varie esperienze col club scaligero (1995-1999, 2000-2001 e 2007-08); 35 presenze e 4 gol con la Salernitana nel 2004-05. Lo abbiamo intervistato in vista della gara di domenica.
Cosa ha significato per te giocare tanti anni nel Verona, squadra della tua città?
“Per me aver giocato a Verona, da veronese, è stato il massimo. Qualcosa di straordinario e difficile: sei così nell’occhio del ciclone che rischi di essere travolto dal turbinio di emozioni vissute. Ho vinto due campionati dalla B alla A, ho fatto due retrocessioni: ho vissuto a pieno questa esperienza. Il ricordo più bello è legato alla promozione in A conseguita nella stagione 1998-99 con Prandelli in panchina e con De Vitis, vostra vecchia conoscenza, in attacco”.
Nonostante i tuoi trascorsi ed i tuoi natali, ti sei fatto apprezzare anche a Salerno. Che ricordi hai dell’esperienza granata?
“Tuttora mi chiamano da Salerno ricevo spesso attestati di stima sui social, la città è nel mio cuore e lo sarà per sempre. Io e la mia famiglia siamo stati da Dio: sarei rimasto a Salerno qualche anno se non ci fosse stato il fallimento. E’ una piazza che ti dà qualcosa di speciale. Quando sei apprezzato in un ambiente che vive di calcio, è una bella emozione”.
Cosa del Verona e della Salernitana di oggi?
“Ieri ero al Bentegodi. Ho visto una grande squadra, credo possa fare un campionato importante. La Salernitana può fare altrettanto bene. I giocatori del Verona si sono calati nella mentalità della B. E’ una squadra che ama fare possesso palla: Sannino, tecnico che stimo e apprezzo, starà lavorando per trovare le contromisure adeguate. Rosina è stato il colpo di tutto il mercato, ha esperienza in B, potrà trascinare in alto la Salernitana”.
Redazione Sport